

il posto delle parole
livio partiti
Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Mar 26, 2026 • 20min
Vittorio De Martino "Ne fodias"
Vittorio De Martino"Ne fodias" (Non scavare!)Nuove avventure del protagonista dei "misteri della Rue Bruyère"La Lepre Edizioniwww.lalepreedizioni.comNon scavare, qui ci sono dei morti di peste: così è scritto nel cimitero di un’isola disabitata vicino a Venezia, dove un quadro è stato trovato, nascosto in un pozzo. Roberto Carli è storico dell’arte, deve identificare l’autore. Per Valérie, sua moglie, quel nudo sensuale di un uomo è un ritratto, parla di desiderio, l’ha dipinto una donna. Sbaglia, nel Settecento le pittrici non potevano assistere alle lezioni di nudo, i modelli erano uomini, le donne non imparavano a dipingere i nudi. Roberto scaverà dov’era proibito, e scoprirà una storia dimenticata.Nel secondo racconto torna alla luce un’altra storia speciale, appresa anni prima dal conte Dolfin. Un avo infelice del conte, prigioniero in Turchia, usciva ogni giorno per incontrare una ragazza a Venezia. Il conte aveva otto anni, inventava, erano le fantasie di un bambino. Per fortuna Roberto crede alle favole, hanno il potere di rimediare al dolore. Quell’avo uscivadavvero dalla prigione…Vittorio de Martino storico dell’arte specializzato nelle arti decorative francesi del XVIII secolo. Ha vissuto a lungo a Parigi. Ha pubblicato con La Lepre un romanzo storico, Calma e quieta è la notte, vincitore del Premio Nicola Zingarelli (2020) e il romanzo giallo I Misteri della rue La Bruyère – una casa dimenticata a Parigi il cui protagonista, lo storico dell’arte Roberto Carli, torna in Ne Fodias. Il percorso professionale di Vittorio de Martino è eterogeneo: è stato danzatore al Teatro della Scala, assistente di Eduardo De Filippo, regista d’Opera, autore di programmi televisivi, guida turistica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 26, 2026 • 24min
Cristò "Sull'orizzonte degli eventi"
Cristò"Sull'orizzonte degli eventi"Terrarossa Edizioniwww.terrarossaedizioni.itUn anziano scrittore che legge la sua opera più celebre senza riconoscerla e disprezzandola, una figlia che non avrebbe mai voluto dedicare la sua vita a un uomo e si ritrova a farlo, un agente letterario che crede negli incantesimi e un ragazzo che sta imparando a vivere, ad amare e a scrivere: sono loro i protagonisti di questo breve romanzo, attraversato dall’ombra dell’Alzheimer e dalla genialità di John Barth. Ancora una volta, Cristò gioca con il postmodernismo per non rinunciare al piacere di raccontare più di una storia.Cristò è nato e vive a Bari. Tra le sue pubblicazioni: Restiamo così quando ve ne andate (2017), La meravigliosa lampada di Paolo Lunare (2019), Uno su infinito (riedizione 2021) e Sull’orizzonte degli eventi (riedizione 2026) per TerraRossa, La carne (riedizione 2020) per Neo, Penultime parole (2025) per Mondadori; oltre a due romanzi per ragazzi pubblicati da Giunti: L’estate in cui sparirono i cani (2023) e L’estate in cui toccammo la luna (2025).Lettore ideale: chi dimentica dove lascia le chiavi o dove parcheggia l’auto; chi aspira a qualcosa di più grande di ciò che impegna le sue giornate; chi a volte leggendo si arrabbia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 26, 2026 • 17min
Paolo Carelli "Sport e serialità televisiva"
Paolo Carelli"Sport e serialità televisiva"Storie, generi e culture nazionaliScholé / Morcellianawww.morcelliana.netCon le sue storie di fallimenti e trionfi, fragilità ed eroismo, lo sport è un dispositivo potente per la creazione di narrazioni audiovisive. Le serie tv attingono a questo repertorio con un’ampia varietà di forme, generi, linguaggi e discipline. Il volume esplora il panorama articolato – finora poco indagato – della serialità di finzione a sfondo sportivo, soffermandosi su diversi mercati e contesti geografico-culturali, dagli Stati Uniti all’Italia, dal Sudamerica alla Corea. Dagli anni Cinquanta a oggi, lo sport continua a essere strumento privilegiato per costruire immaginari seriali e affrontare temi complessi quali le disuguaglianze sociali, il razzismo, le identità di genere. Un prisma attraverso cui osservare e interpretare i percorsi produttivi e distributivi dell’industria televisiva e, allo stesso tempo, i fenomeni culturali e le trasformazioni sociali.Paolo Carelli è ricercatore in Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove insegna Teoria e tecnica dei media e altri corsi sulla comunicazione e la televisione nelle sedi di Milano e Brescia. Svolge attività di ricerca presso il certa – Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dello stesso ateneo. Ha co-curato Green Italy. Esperienze, media e culture per un turismo sostenibile (Vita e Pensiero, 2023) e Dystopian Worlds beyond Storytelling. Representations of Dehumanized Societies in Literature, Media and Political Discourses: Multidisciplinary Perspectives (ibidem-Verlag, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 26, 2026 • 22min
Caterina Falconi "Nel paese dai boschi profondi"
Caterina Falconi"Nel paese dai boschi profondi"Chiaredizioniwww.chiaredizioni.it“Nel paese dai boschi profondi” è un folk horror ambientato nell’Abruzzo ancestrale.Due fratelli, Camilla e Manfredi, si trasferiscono da Bologna al borgo montano di Pietracamela, dove la nonna Malvina li accoglie in un mondo sospeso tra leggenda e realtà.Mentre Manfredi combatte contro la propria tendenza all’isolamento sociale, Camilla scopre di possedere una “vista sottile” che le permette di far apparire davanti a sé quelle creature mitologiche che possono esistere soltanto nei libri.È un libro che parla ai ragazzi, affinché possano riscoprire l’importanza delle radici e delle tradizioni, immergersi in un mondo fatto di magia e mistero e al tempo stesso affrontare tematiche che li riguardano da vicino (isolamento sociale, distacco familiare, bisogno di appartenenza).Caterina Falconi è laureata in Filosofia.Ha pubblicato i romanzi “Sulla breccia” (Fernandel, 2009), “Sotto falsa identità” (Galaad, 2014), “Dimmelo adesso” (Vallecchi, 2021) e “Rose di Capodanno” (Vallecchi, 2022). Collabora con Lisciani Group per sceneggiature e testi per ragazzi (“Carotina Super Bip”, “E invece sì”, “Narciso”, “Shoefiti”, “Iliade”). Scrive riduzioni di classici per Rusconi e la serie “Giovani Ficcanaso” (Theoria). La sua scrittura unisce rigore narrativo e immaginazione, con una forte attenzione al mondo giovanile e al patrimonio culturale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 26, 2026 • 20min
Giorgio Vitari "Il procuratore e gli esorcismi di Via Cappel Verde"
Giorgio Vitari"Il procuratore e gli esorcismi di Via Cappel Verde"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it Torino, 1911. Muore Enrichetta Naum l’unica donna esorcista riconosciuta dalla Chiesa.Torino, maggio 2001: il sostituto procuratore Francesco Ròtari si trova a indagare su un incidente sospetto tra le montagne della Val di Susa.Ad unire questi due momenti, è un appartamento sito al numero civico 6 di via Cappel Verde, una viuzza del centro storico, tra via XX Settembre e via Porta Palatina, dove, a cavallo tra ‘800 e inizio ‘900, abitava e operava Enrichetta Naum. In quella casa dalla fama sinistra, divenuta tappa obbligata degli appassionati della “Torino esoterica”, quasi un secolo dopo pare si svolgano adunate sataniste e altre pratiche molto più terrene.Occultismo, rituali evocativi, sesso, alta finanza, ricatti e vendette, grandi sacerdoti e speculatori finanziari, corna e soldi: questi gli ingredienti dell’ultimo romanzo con protagonista il procuratore Ròtari, nato dalla penna di Giorgio Vitari e giunto al suo settimo romanzo.Tutto inizia con la morte di un dirigente di banca, caduto in un dirupo dell’Orrido di Chianocco, vicino a Bussoleno. Uno sfortunato evento ma le preoccupazioni dell’avvocato Isotta Fraschini insinuano il dubbio che dietro ci sia molto di più. Trovando conferma nella scoperta sul cadavere due colpi di pistola di piccolo calibro. Il passato della vittima si rivela più nebuloso del previsto e l’inchiesta sembra condurre verso i rapporti che l’uomo teneva con un gruppo esoterico torinese, le cui riunioni notturne si svolgono in via Cappel Verde. La verità è un’ombra sfuggente, che a qualcuno serve rimanga tale.Ròtari deve districarsi tra menzogne sapientemente costruite, silenzi interessati e poteri che agiscono lontano dalla legge, trovandosi a confrontarsi non solo con la complessità di un caso che coinvolge personaggi della Torino bene, alte sfere del potere e figure influenti dell’economia, ma anche con l’ambiguità dell’animo umano.Il rapporto tra la magia e Torino non è solo una “leggenda nera”. Tra le pagine del romanzo fa capolino il professor Massimo Introvigne, grande esperto di nuove religioni, fondatore del Cesnur di Torino, interpellato da Vitari come da Ròtari, per meglio comprendere la tradizione spiritica torinese: qui, infatti, nel 1863 venne fondata la Società Torinese di Studi Spiritici, che l’anno dopo iniziò a pubblicare gli “Annali dello Spiritismo d’Italia”, e le fila degli spiritisti locali annoveravano perfino il più famoso positivista della città, Cesare Lombroso.Un romanzo che avvolge il lettore in un’atmosfera cupa e ambigua, dove la verità sembra celarsi dietro al soprannaturale, e solo l’indagine con le sue procedure, mantiene il senso della realtà in cerca della logica del delitto. Scoprendo, alla fine, che più che il diavolo potè il suo sterco (e le sue corna). Giorgio Vitari, torinese, nato nel 1948, dopo gli studi classici si è laureato in Giurisprudenza. Nel 1977 è entrato in magistratura dove è rimasto per oltre quarant’anni, sempre nel ramo penale: come pretore penale e sostituto procuratore a Torino e poi procuratore della Repubblica a Ivrea, Vercelli e Asti e infine come avvocato generale presso la procura generale di Torino. È in pensione dal 2018. Ha pubblicato “Il procuratore e la casa del pavone”, Morrone, 2021. Con Neos edizioni ha pubblicato: “Il vestito nuovo del procuratore”, 2019, primo appuntamento con il procuratore Ròtari, a Torino negli anni ’80; a cui sono seguiti “Il procuratore e la bella dormiente”, 2020, “Il procuratore e il diavolo di Lucedio”, 2022, “Il procuratore, la caccia e la preda”, 2023 e “Il procuratore e l’Isotta Fraschini”, 2024.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 26, 2026 • 22min
Gigi Spina "Retorica quotidiana"
Gigi Spina"Retorica quotidiana"Quattro modi per muovere le ideePrefazione di Laurent PernotEnrico Damiani Editorewww.enricodamianieditore.comQuattro operazioni molto semplici, virtuose o delinquenziali, come aggiungere un posto a tavola o sottrarre il portafoglio a un passante; furbe o frutto di necessità, come provare a spostarsi avanti in una fila alle Poste o sostituire una cartuccia esaurita della stampante.Quattro operazioni con cui si modifica il linguaggio per argomentare le nostre idee in modo persuasivo.La usiamo nella vita privata per convincere gli amici a preferire una pizzeria a un’altra o sul lavoro per sostenere la bontà di un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo. La ascoltiamo nelle occasioni pubbliche, storcendo il naso o commuovendoci a seconda di quanto è efficace. Eppure, dai tempi di Platone continua a non godere di buona fama, al punto che ancora oggi capita che l’oratore (il professore, il giornalista, il politico ecc.) proclami orgoglioso: «Lo dico senza retorica». Compiendo, più o meno consciamente, una sottile operazione retorica: usare l’arte per nasconderla.Ma non tutto è perduto. Da quando, a metà del XX secolo, è stata riproposta, aristotelicamente, come teoria dell’argomentazione e non solo come padronanza di figure di stile, la retorica è rientrata nelle università e nelle scuole, permettendo ai giovani di comprenderla, riconoscerla e praticarla nei contesti più vari, a partire dalle gare di debate.Nato da una lunga esperienza didattica, questo libro suggerisce di attingere a una “scoperta” della classicità, le quattro operazioni che Quintiliano aveva chiamato quadripertita ratio: aggiungere e sottrarre (opposte e ugualmente affascinanti), cambiare di posto e sostituire (distinte ma usate insieme con molta più frequenza delle altre). Analizzando come ciascuna di queste interagisca con la “triade” aristotelica (oratore, discorso, uditorio), questo saggio breve quanto vivace evoca esperienze antiche e contemporanee per aiutarci a perfezionare la nostra, efficace, retorica quotidiana.Gigi Spina è filologo e scrittore. Ha insegnato Filologia classica nell’Università di Napoli Federico II ed è stato Chaire Gutenberg 2009 nell’Università di Strasburgo. Ha pubblicato, tra gli altri, Omero. Il libro dell’orrido Polifemo (Il Mulino, 2024), Odissea 4.0. Nessuno ricorda Ulisse (Liguori, 2023) e Il mito delle sirene. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (con Maurizio Bettini, Einaudi, 2007). Sul sito www.luigigigispina.altervista.org si trovano le sue pubblicazioni, per la maggior parte in open access.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 25, 2026 • 19min
Stefano Capolongo "Rock è rivoluzione"
Stefano Capolongo"Rock è rivoluzione"Piccola storia della musica rock in CinaOrientalia Editricewww.orientalia-editrice.comRock è rivoluzione è un viaggio appassionato attraverso la nascita e l’evoluzione del rock cinese (yaogun), un movimento culturale che ha cambiato per sempre l’immaginario di intere generazioni.Dalla Cina degli anni ’70, sospesa tra fedeltà alla tradizione e ricerca di modernizzazione, fino al boom creativo degli anni ’90 e all’arrivo di internet, il rock ha attraversato confini e abbattuto barriere, diventando voce di dissenso e alternativa allo status quo, senza mai diventare mainstream.Tra racconti personali, interviste, testi tradotti, fotografie e curiosità sorprendenti, l’autore intreccia storia e passione, offrendo uno sguardo unico su una Cina sconosciuta e irripetibile.Stefano Capolongo è un sinologo laureato in Lingue e Civiltà Orientali presso l’Università La Sapienza di Roma.Appassionato da sempre di musica rock, ha scritto di dischi e concerti per testate come Sentireascoltare e cura da anni la rubrica “Spartiti Rossi” su China Files.Conosciuto anche come Cinese DaBao, ha compiuto numerosi viaggi in Cina per intervistare i protagonisti del rock cinese (yaogun) e assistere a concerti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 25, 2026 • 17min
Francesco Ottonello "La nostra villeggiatura celeste" Pietro Polverini
Francesco Ottonello"La nostra villeggiatura celeste"Poesie 2012 - 2021Edizioni Interlineawww.interlinea.comUna raccolta di testi inediti di Pietro Polverini (1992-2023), una delle voci poetiche italiane più intense e vertiginose della sua generazione, cresciuta tra analogico e digitale. L’intento è quello di fornire un “ritorno” da quella «vacanza celeste» ossessivamente profetizzata dai versi del poeta. «l’opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro sullo sbiadimento e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una “vacanza” da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto» (dalla Presentazione di Francesco Ottonello).Pietro PolveriniPietro Polverini (1992-2023) viveva a Macerata dove, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Filosofia con una tesi in Teorie dell’arte dal titolo Un’estetica dattilografica. Appunti su Amelia Rosselli, stava perfezionando i suoi studi con un secondo percorso in Filologia moderna. La sua attività critica era rivolta alla letteratura italiana moderna e contemporanea: recentemente si era occupato di Giovanni Prati e Clemente Rebora. Aveva all’attivo contributi confluiti in riviste accademiche e volumi universitari dedicati a Patrizia Valduga, Vivian Lamarque, Pier Vittorio Tondelli. Era redattore di “Mediumpoesia”. Alcuni suoi versi sono apparsi sul quotidiano “la Repubblica”, per La bottega della poesia, a cura di Gilda Policastro, e nell’antologia Lo spazio e l’onda. Una teoria di giovani poeti marchigiani (Seri, 2021). Nel 2022 ha pubblicato la raccolta di poesie Indice sommario di sbiadimento (peQuod).Francesco Ottonello (Cagliari 1993), poeta e studioso, ha pubblicato la monografia Pasolini traduttore di Eschilo (GRIN 2018) ed è dottorando di ricerca presso l’Università degli Studi di Bergamo. Il suo esordio Isola Aperta (Interno Poesia 2020, pref. Tommaso Di Dio) ha vinto il «Premio Gozzano Opera Prima». Le sue poesie sono state tradotte in inglese, portoghese, spagnolo, greco e sono presenti in diversi volumi antologici: I poeti nati negli anni Ottanta e Novanta (Interno Poesia 2020, vol. II), La radice dell’inchiostro (Argolibri 2021), Distanze obliterate (Puntoacapo Editrice 2021) e Queerfobia (D editore 2021). Dirige MediumPoesia ed è redattore di «Bezoar – Rivista di poesia contemporanea» (Perrone, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 24, 2026 • 25min
Ottavio Fatica "Ormai non poteva succedere più nulla" Henry James
Ottavio Fatica"Ormai non poteva succedere più nulla"Henry JamesEdizioni Adelphiwww.adelphi.itUn autentico forziere che schiude il segreto della vita narrativa di Henry James.«È l’arte che crea la vita, l’interesse, l’importanza di ogni cosa... Non conosco alcun sostituto alla forza e all’ardore del processo creativo» (da una lettera di Henry James a H.G. Wells, 1915).A cura di F.O. Matthiessen e Kenneth B. MurdockEdizione italiana a cura di Ottavio FaticaCon uno scritto di Roberto CalassoHenry James aveva un segreto: lo nascose nelle pieghe velenose della vita mondana, l’unica che gli fosse concesso di conoscere, e lo nascose ancor meglio nella sua prosa evasiva. Un segreto pronto a balzare alla gola dei protagonisti, e dell’autore, come la «bestia nella giungla» di un suo celebre racconto che divora ogni cosa, anche chi si arrischia a darle un nome. L’occasione per penetrarlo la offriranno questi taccuini: un autentico forziere dove James custodì quel materiale umano – aneddoti, pettegolezzi, visite, pranzi, cene, passeggiate – che andava cogliendo fra i prodotti della civiltà perfezionata, e gli si presentava ogni giorno sotto forma di «minuscolo germe per un minuscolo racconto». Poi, secondo la formula ricorrente nei Taccuini, lo scrittore sarebbe andato a «vedere un po’ i particolari». In quel preciso istante cominciavano a vibrare le antenne narrative di James: ed è come se assistessimo al momento aurorale dell’invenzione narrativa. Subito dopo, eccolo delineare il profilo del racconto, con una tale perspicuità da non far rimpiangere che non sia mai stato narrato distesamente: era già stato scritto, nelle pagine dei Taccuini. Non occorreva di più.Henry James (New York, 15 aprile 1843 – Londra, 28 febbraio 1916) è uno dei maestri del romanzo moderno. Figlio di un celebre filosofo e fratello del psicologo William James, trascorse gran parte della vita in Europa, diventando cittadino britannico nel 1915. La sua opera esplora con sottile realismo psicologico il contrasto tra innocenza americana e raffinatezza europea, tema che percorre capolavori come Ritratto di signora (1881), Le ali della colomba (1902) e Gli ambasciatori (1903). Pioniere della narrazione interiore, influenzò profondamente Virginia Woolf, Marcel Proust e tutto il Novecento letterario. Morì a Londra, lasciando un’eredità di stile e profondità ancora insuperata.Ottavio Fatica (Perugia, 1949) è uno dei più raffinati traduttori italiani contemporanei. Nato a Perugia e trasferitosi presto a Roma, dove ha vissuto per decenni, dal 2013 risiede a Narni, in Umbria. Ha esordito in Adelphi e ha collaborato con Theoria, Editori Riuniti, Bompiani ed Einaudi; da anni è consulente editoriale a tutto campo per Adelphi. Traduttore dall’inglese e dal francese, ha ritradotto gran parte dell’opera di Rudyard Kipling (per Adelphi ed Einaudi), Moby Dick di Melville, i diari di Byron, Céline, Lovecraft, Henry James, Philip Roth e molti altri classici. Tra i suoi lavori più recenti: la nuova traduzione de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien (Bompiani, 2019-2020, poi in volume unico), Guerra (Adelphi, 2023) e Londra (Adelphi, 2025) di Louis-Ferdinand Céline, e Potrebbe anche non esserci più un mondo di H.P. Lovecraft (Adelphi, 2025). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mar 24, 2026 • 28min
Sergio Armaroli "Inabissi"
Sergio Armaroli"Inabissi"Manni Editoriwww.mannieditori.comÈ un libro confessione che mette a nudo tutto il coinvolgimento di un pensiero che si esprime in versi che sono parole, gesti, segni, ideogrammi, righi musicali con note, elettricità, poesia concreta e poesia visiva, perfino, in due atti, un testo per il teatro. E c'è il dialogo con scrittori fra i più grandi. Sergio Armaroli si autodefinisce “antologia di sé stesso” e offre a chi legge un assaggio della multiespressione al suo attivo, la presentazione di un non-metodo fatto di rimandi, citazioni e invenzioni, insomma uno zibaldone ordinato per confessarsi nella varietà dei risvolti del suo essere.Allora le pagine assumono il compito di rispondere alle domande del mondo nell'unità di un'esperienza creativa.È un testo quindi da decifrare con pazienza o, quasi all’opposto, da leggere come un divertissement.Sergio ArmaroliVive a Milano. È poeta, pittore, compositore e percussionista concreto e ha pubblicato numerosi saggi e poesie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/


