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Mar 23, 2026 • 0sec

Poste lancia opas su Tim, offerta da 10,8 miliardi per creare un grande gruppo

Poste lancia una maxi opas su Tim. Offre 10,8 miliardi tra cash e azioni con l'obiettivo di creare un grande gruppo che combinerà settori finanziari-assicurativi e telecomunicazioni, logistica e servizi digitali. Nascerebbe una piattaforma integrata da sistema Paese che conta ricavi per circa 26,9 miliardi e un'ebit aggregato di 4,8 miliardi, con oltre 150mila dipendenti. L'operazione non è concordata con Tim - che fa sapere di 'prendere atto' dell'offerta e domani avvia la valutazione con un Cda - ma probabilmente non è nemmeno ostile. Punta alla conquista dell'operatore telefonico, del quale ora Poste è primo azionista con quasi il 25% del capitale. L'integrazione delle due società porterà poi Telecom Italia fuori dalla borsa. Il gruppo finale che nascerebbe avrebbe comunque una governance stabile, nella quale l'azionista di maggioranza, considerando anche le quote di Cdp, rimarrà comunque lo Stato italiano con un partecipazione sopra il 50%.  Il completamento dell'operazione è previsto entro la fine del 2026. "Il corrispettivo dell'offerta è altamente attraente", spiega. In denaro saranno offerti 0,167 euro per ciascuna azione di Tim portata in adesione. A questo si aggiunge una parte in titoli pari a n. 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di Tim. Il corrispettivo complessivo, tra cash e azioni, "esprime una valorizzazione pari a Euro 0,635 per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato venerdì al termine delle contrattazioni. Poste è già presente nei servizi essenziali per gli italiani. Ha una rete di 13mila uffici postali. A questi si aggiungerebbe gli oltre 4mila punti vendita Tim e una rete di 49mila partner terzi. Alla fine ci sarebbero 19 milioni di clienti digitali attivi. Ai servizi di Poste si aggiungerebbero tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders. Il commento è di Laura Serafini, Sole 24 Ore.
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Mar 20, 2026 • 0sec

Congiuntura Confcommercio, la guerra potrebbe dimezzare la crescita

L'inizio del 2026 lascia ben sperare grazie ai consumi che a febbraio mettono a segno un +1,3% mentre il Pil è a +1,4%. Valori che a marzo rallentano con un +1,1% mentre l inflazione cresce al +1,8%. Nel primo bimestre la ripresa dei consumi non è solo trainata dal cura della persona, tempo libero, turismo e la coppia elettronica di consumo e tecnologia ma anche la vendita di beni durevoli come l auto mentre l abbigliamento ferma la caduta. Questi i dati chiave dell analisi congiunturale di Confcommercio. Ora, con il conflitto si apre un nuovo capitolo per effetto degli impatti immediati sull energia e l Ufficio studi dell associazione stima un inflazione al +1,8% «un valore ancora molto gestibile e dentro i target delle autorità monetarie - segnala la nota di Confcommercio. L'aspetto preoccupante è che non può essere liquidato come un caso isolato, ovviamente. Già questo, però, avrebbe un impatto negativo sull'attività del mese di marzo che fletterebbe di un decimo di punto rispetto a febbraio. Il tendenziale del PIL di marzo sarebbe comunque sopra l 1%: ciò che comporterebbe un primo trimestre in crescita all 1% rispetto a un anno prima, un valore che non si registrava dall ultimo quarto del 2023». Per i prossimi mesi si aprono due scenari legati alla durata della crisi: nel primo i prezzi dell energia crescono del 40% per due mesi e a giugno ci sarà il ritorno del prezzo del Brent a 70 dollari il barile. Il quadro più pessimistico prevede che il costo del Brent rimanga a 100 dollari fino a dicembre. Nel primo la crescita media dei prezzi sarebbe di quattro decimi superiore, con un Pil sotto di un decimo rispetto al riferimento. Lo scenario di conflitto prolungato, invece, ridurrebbe significativamente il Pil: dalla baseline a +1% la crescita sarebbe limitata a 0,5%/0,6%, soprattutto per una minore dinamica dei consumi per via del minore reddito reale causato da un inflazione al 2,6% rispetto a una base all 1,7%. Svanirebbe, secondo Confcommercio, la ripresa dell economia italiana.  Interviene Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio e presidente Conad
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Mar 19, 2026 • 0sec

Attacchi in Medio Oriente scatenano volatilità gas e petrolio

Per la prima volta dall'inizio del conflitto, Israele ha bombardato il giacimento di gas iraniano di Pars, il più importante del Paese. In risposta, Teheran ha colpito l'enorme hub energetico di Ras Laffan in Qatar e lanciato missili in direzione dell'Arabia Saudita (Reuters). A seguito dell'attacco, il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato che Israele non effettuerà più operazioni su infrastrutture simili (Axios). Ma nel frattempo l'Iran ha attaccato i siti produttivi dei Pesi del Golfo.La direttrice dell'Intelligence americana Tulsi Gabbard ha dichiarato che gli obiettivi americani e israeliani in Iran non coincidono. "Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano", ha affermato durante un'audizione dinanzi alla commissione Intelligence della Camera. "Il governo israeliano si è concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili balistici, la sua capacità di produzione di tali missili e la sua marina militare", ha aggiunto la funzionaria.Rinforzi sul terreno Secondo Reuters, l'amministrazione Trump starebbe valutando l'invio di rinforzi in Medio Oriente. L'obiettivo sarebbe garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz con operazioni aeree e marittime, ma anche con l'occupazione di parte delle zone costiere dell'Iran. Tra gli obiettivi ci sarebbe anche un'invasione dell'isola di Kharg, terminale da cui passa il 90% del petrolio iraniano. Per tentare di ridurre i costi di petrolio, gas e altre materie prime negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha temporaneamente sospeso le sanzioni alla compagnia petrolifera statale venezuelana (Reuters) e una legge sul trasporto marittimo (Jones Act), autorizzando le navi battenti bandiera straniera a trasportare merci tra i porti statunitensi (Bloomberg). Il Jones Act prevede che il trasporto di petrolio nelle spedizioni nazionali sia effettuato con navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. Affrontiamo il tema con Micaela Cappellini, Il Sole24OreLe banche centrali tengono le porte aperteQuesta settimana quasi tutte le principali banche centrali dei mercati sviluppati hanno mantenuto i tassi invariati, sottolineando tuttavia la propria prontezza a intervenire per frenare l'inflazione qualora lo shock energetico causato dal conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran dovesse innescare un'impennata generalizzata dei prezzi. La Bank of England ha mantenuto i tassi fermi al 3,75% giovedì, ma gli analisti hanno interpretato il comunicato post-riunione come "hawkish", aggressivo. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati nel range 3,50%-3,75%, ma il tono rigorista del presidente Jerome Powell posticipa le aspettative di taglio dei tassi al 2027.  Anche la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati, come previsto, ma ha segnalato di monitorare attentamente i rischi per la crescita e l'inflazione derivanti dall'impennata dei prezzi energetici. Il tasso sui depositi resta così al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I mercati prevedono ora più di due rialzi da 25 punti base del tasso sui depositi (attualmente al 2%) entro l'anno. Si ritiene infatti che i banchieri centrali, accusati di aver agito troppo tardi durante l'ondata inflattiva del 2021/2022, saranno più rapidi a intervenire questa volta. Il commento è di Giorgio Di Giorgio, Professore Ordinario di Politica Monetaria alla LUISSCarburanti, taglio di 25 cent al litro. Ma da quando?Uno sconto di 25 centesimi per 20 giorni, fino al 7 aprile, realizzato muovendo le forbici sulle accise e di conseguenza sull Iva, oltre che sui fondi dei ministeri chiamati a contribuire con un taglio lineare. Una regola anti «rincari ombra», con l obbligo per le società petrolifere di inviare ogni giorno al ministero delle Imprese i prezzi consigliati e una sanzione pari all 1 per mille del fatturato quotidiano per chi non lo fa. E un credito d imposta del 20%, anch esso temporaneo, per gli acquisti di carburante di autotrasportatori, agricoltori e pescatori. Sono i tre pilastri del decreto legge approvato ieri sera in consiglio dei ministri per frenare la corsa dei prezzi di benzina, gasolio e gpl. In mattinata un vertice a Palazzo Chigi fra la premier Meloni e il ministro dell Economia Giorgetti aveva messo in fila le opzioni, discusse anche a Milano dal vicepremier Salvini con le compagnie petrolifere e tradotte in un testo arrivato alle 19 a Palazzo Chigi. Il risultato è un decreto da circa 500 milioni, che dovrebbe alleggerire il costo dei carburanti intorno a una media da 1,9 euro per litro di gasolio, e 1,65 euro per la benzina. La riduzione sulle accise è intorno ai 20 centesimi al litro, e porta lo sconto a 25 centesimi con il trascinamento sull Iva (l imposta, al 22%, si calcola anche sulle accise). Per il gpl, l effetto è da 12 centesimi al litro. Il menù del provvedimento contempla poi icrediti d'imposta, al 20%, per autotrasporto, agricoltura e pesca. Non c'è spazio invece, almeno per ora, per il rifinanziamento della carta «Dedicata a te», presente in alcune bozze iniziali. Il taglio è temporaneo, perché il costo non è indifferente e i pronostici sull'evoluzione della guerra in Medio Oriente sono a dir poco incerti. Dopo Pasqua si vedrà. Intervengono: Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore e Giuseppe Sperduto, presidente FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai)
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Mar 18, 2026 • 0sec

Carburanti, governo verso il Cdm serale: Salvini propone tetto al diesel sotto 1,90 euro

Il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi in serata, attorno alle 19. I ministri sono stati preallertati dopo le riunioni avvenute in mattinata a Palazzo Chigi, in particolare quella a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, con al centro il dossier carburanti, a cui il governo lavora a causa del l innalzamento dei prezzi dopo la crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran, con un faro anche su possibili fenomeni di speculazione.  «Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20/25 centesimi al litro»: lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini prima dell incontro a Milano con le compagnie petrolifere. «C è un Consiglio dei ministri questa sera e diciamo che le proposte che stiamo avanzando come Lega da giorni sono un tetto al prezzo, un intervento sulle accise e anche una discussione a Bruxelles su altre forme di tasse, come gli ETS che in questo momento non hanno senso, e il Green Deal che in questo momento è veramente un suicidio» le parole del ministro. L'interventismo con sconfinamento di Salvini ha costretto il governo a modificare l'agenda? Ieri lo stesso Salvini aveva spiegato: "A me va bene tutto, poi dipenderà dal Cdm e da altri colleghi che ne hanno la competenza. Ma ho ritenuto di muovermi per primo perché sono già passati diversi giorni e i rincari si stanno facendo sentire sui conti delle famiglie e delle imprese", ha aggiunto. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.De Molli, 'senza acqua salta il 20% del Pil italiano' La crisi idrica, sommando siccità, alluvioni e mancato riciclo, presenta il conto agli italiani: oggi costa annualmente 227 euro pro capite, il doppio della media europea (112 euro per abitante), una cifra pari a 13,4 miliardi di euro, come se l economia del nostro Paese si fermasse per due giorni e mezzo ogni anno. A metterlo in luce è il Libro Bianco 2026 della Community Valore Acqua di TEHA, giunto alla settima edizione, che fotografa un Italia sempre più esposta allo stress idrico che comporta avere troppo poco o troppa acqua nei momenti sbagliati, difficoltà nella raccolta o nella gestione. Nel 2022 era stato raggiunto il picco dei danni provocati dalla crisi idrica: 284 euro per abitante in un solo anno pari a 16,7 miliardi in totale. Un costo pro-capite maggiore è stato rilevato solo in Spagna (256 euro per abitante) e in Slovenia che raggiunge livelli oltre i 1.600 euro ad abitante.  Secondo l analisi TEHA, lungo tutta la sua filiera, l acqua coinvolge quasi 2 milioni di imprese. Il ciclo idrico esteso, che comprende gestione, provider tecnologici, e consorzi di bonifica, ha generato nel 2024 11,2 miliardi di euro di valore aggiunto, che salgono a 31 miliardi considerando l indiretto e l indotto. L acqua è un input produttivo primario per agricoltura, industria, energia e data center, e abilita complessivamente 384 miliardi di euro di valore aggiunto: senza questa risorsa, il 20% del PIL italiano non potrebbe essere generato. - dichiara Valerio De Molli, CEO e managing partner di TEHA Group, nostro ospite oggi.Il ministro Salvini incontra i petrolieriLe aziende petrolifere devono difendersi dall'accusa dei distributori che sostengono di non essere loro a guadagnare dall'aumento del prezzo alla pompa, poichè il loroguadagno consiste solo in 3, massimo 4 centesimi lordi per ogni litro venduto. E che quindi non avrebbero alcun interesse nell'aumentare in maniera il prezzo per i consumatori e che anzi diventerebbe controproducente nel momento questo comportasse una diminuzione della domanda. A differenza dei benzinai, i tabaccai ad esempio quadagnano una percentuale (del 10% circa) sull'importo lordo guadagnato. Ci facciamo raccontare come è andata da Marina Barbanti, Direttrice generale di Unem.
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Mar 17, 2026 • 0sec

Ue non invierà navi a Hormuz. Nel mentre si divide su come far fronte al caro energia (Ets)

Kaja Kallas conferma che per l'Unione Europea la via diplomatica resta l'unica opzione sulla crisi di Hormuz: Bruxelles lavora con i partner del Golfo, Giordania, Egitto e altri attori regionali per favorire una de-escalation, condividendo l'obiettivo di fermare una guerra dai costi globali elevatissimi. Dopo la Germania, anche Italia e Francia escludono l'invio di navi militari nel Golfo; Emmanuel Macron chiarisce che Parigi non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto, ma potrà partecipare in futuro a missioni di scorta commerciale quando il contesto sarà meno instabile. Sul fronte energia, in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo, emerge una divisione tra i 27 sul sistema Ets: alcuni leader chiedono correttivi per contenere l'impatto dei prezzi energetici, ma la maggioranza continua a considerarlo uno strumento indispensabile sia per la transizione verde sia per garantire stabilità agli investimenti industriali europei. Interviene Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore BruxellesLa crisi del golfo mette in crisi l'industria dei chipLa guerra in Iran riapre un fronte critico per i semiconduttori: non tanto sulla produzione immediata, quanto sulla fragilità energetica e logistica che sostiene il settore globale dei chip avanzati. Taiwan, dove TSMC produce circa il 90% dei chip logici più sofisticati e tutti gli acceleratori AI di Nvidia, dipende fortemente da input energetici e materiali legati al Medio Oriente: un terzo dell'elio mondiale viene lavorato in Qatar, mentre parte dello zolfo arriva dalla raffinazione di petrolio e gas. Il vero nodo è il GNL: Taiwan importa il 97% dell'energia, il 37% del gas arriva dal Medio Oriente e le riserve coprono appena 11 giorni. Un blocco prolungato a Hormuz farebbe salire costi energetici, prezzi dei chip e spese operative dei data center, proprio mentre la domanda per l'intelligenza artificiale supera già la capacità produttiva globale. Ne parliamo con Vittorio Carlini, Il Sole 24 OreLegacoop-Prometeia, rischio di nuovi shock sui prezzi del gasIl report Legacoop-Prometeia avverte che il sistema energetico europeo resta vulnerabile a nuovi shock geopolitici, soprattutto sul gas, nonostante la forte riduzione della dipendenza dalla Russia. L'Italia è più esposta della media europea perché il Qatar pesa per l'11% delle importazioni complessive di gas contro il 4% europeo, rendendo difficile una sostituzione rapida in caso di blocco prolungato delle rotte marittime. Il GNL italiano dipende per il 75% da Stati Uniti e Qatar, mentre il riempimento degli stoccaggi europei rischia di complicarsi in uno scenario di forte volatilità. Legacoop chiede misure urgenti: sostegno a trasporti, pesca e agricoltura, crediti d'imposta sui carburanti e interventi immediati sulla liquidità delle imprese, affiancati da un piano strutturale centrato sulle rinnovabili. Il commento è affidato a Simone Gamberini, Presidente Legacoop
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Mar 16, 2026 • 0sec

Unicredit lancia offerta su Commerzbank per superare il 30%

UniCredit compie una nuova mossa nel dossier Commerzbank e annuncia un'offerta pubblica volontaria di scambio finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca, dopo aver già costruito una partecipazione del 26% più un ulteriore 4% tramite total return swap. L'istituto guidato da Andrea Orcel precisa di non puntare al controllo della banca tedesca ma a favorire un confronto con management e stakeholder. Il concambio stimato è di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, pari a 30,8 euro per azione e con un premio del 4% sulla chiusura del 13 marzo. L'operazione richiederebbe l'emissione di circa 384 milioni di nuove azioni, con una diluizione per gli azionisti UniCredit di circa il 20%, riducibile grazie a sinergie stimate fino a 900 milioni annui. Da Germania arriva però una netta chiusura: il governo federale ribadisce il sostegno all'indipendenza di Commerzbank e definisce non accettabile un'acquisizione ostile di una banca sistemica. Interviene Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore.Trump: la guerra finirà presto, il prezzo del petrolio cadrà come un massoDonald Trump sostiene che il conflitto con l'Iran finirà presto e prevede un forte calo del prezzo del petrolio una volta conclusa la crisi. Intanto però Stati Uniti lavorano alla costruzione di una coalizione internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per i flussi energetici globali. Washington valuta anche possibili attacchi contro l'isola iraniana di Kharg Island, da cui passa gran parte dell'export di greggio iraniano. In Unione Europea si discute intanto di rafforzare Operazione Aspides, ma resta aperto il nodo dell'estensione del mandato fino a Hormuz. L'Italia si dice favorevole a un rafforzamento della missione, pur giudicando complesso modificarne il perimetro operativo. Il commento è di Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore.Meta, accordo da 27 miliardi sull AI. A rischio il 20% dei dipendentiMeta Platforms accelera sugli investimenti nell'intelligenza artificiale e firma con Nebius Group un accordo fino a 27 miliardi di dollari in cinque anni per assicurarsi capacità di calcolo destinata all'addestramento di modelli avanzati. Una parte dell'intesa, pari a 12 miliardi, entrerà in funzione dal 2027, mentre il resto riguarda capacità futura ancora in costruzione. Il mercato ha reagito subito premiando Nebius in Borsa. Parallelamente, però, secondo indiscrezioni Mark Zuckerberg starebbe valutando uno dei più grandi tagli occupazionali della storia recente del gruppo: fino al 20% della forza lavoro globale, circa 16 mila persone. L'azienda smentisce decisioni definitive ma conferma una fase di revisione interna mentre prosegue il rafforzamento industriale sull'AI con nuove acquisizioni e infrastrutture. Affrontiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale di UCapital.com; Emanuela Girardi, fondatrice di POP AI e Chairman di AI, Data and Robotics Association (ADRA)
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Mar 13, 2026 • 0sec

Occupati: +185mila, ma sono tutti senior. E incombe l'Ai

Il mercato del lavoro nella media del 2025 segna un aumento di 185mila occupati, una riduzione di 88mila disoccupati e un calo di 58mila inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,5% (+0,3 punti sul 2024) - il picco dall inizio delle serie storiche Istat (2004) - , il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4 punti), quello di inattività si attesta al 33,3% (-0,1 punti). I dati Istat evidenziano anche come in media nel 2025 il monte ore lavorate sia cresciuto del 2,1% (al netto degli effetti di calendario), sia diminuito il ricorso alla Cig (-1 ora ogni mille lavorate) ed aumentato il lavoro straordinario (+0,1%). Il traino è rappresentato dai lavoratori senior: oltre i 50 anni in un anno si contano 409mila occupati in più, tra i 35-49anni 115mila occupati in meno e tra i 15 e i 34 anni 109mila in meno. Inoltre gli inattivi diminuiscono tra gli over 50 (-174mila) e aumentano tra 15-34 anni (+166mila), a testimonianza del persistere di una difficoltà enorme per i giovani ad entrare nel mercato del lavoro. Altri due elementi da considerare sono l inverno demografico con l invecchiamento progressivo della popolazione e la stretta sui pensionamenti anticipati che obbliga a lavorare più al lungo. Come media 2025 il costo del lavoro cresce del 3,6%, per effetto degli aumenti dei rinnovi contrattuali e per la riduzione degli incentivi contributivi. Venendo nello specifico dei dati Istat del quarto trimestre 2025, le ore lavorate sono stabili rispetto al trimestre precedente, mentre aumentano dell 1,6% nei confronti del quarto trimestre 2024. Nello stesso periodo il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Gli occupati si attestano a 24 milioni 121mila, con una crescita di 37mila unità sul terzo trimestre prodotta da una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila) e degli indipendenti (+21 mila), e dal calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila). Interviene Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.
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Mar 12, 2026 • 0sec

Il costo della guerra arriva sui biglietti aerei

L'escalation in Medio Oriente sta colpendo duramente il trasporto aereo: tra fine febbraio e inizio marzo sono stati cancellati oltre 43 mila voli nell'area, con forti ripercussioni sulle rotte tra Europa, Asia e Oceania. Le compagnie sono costrette a deviare i percorsi evitando le aree di conflitto, aumentando tempi di volo e costi operativi. Parallelamente pesa il rincaro del jet fuel: il prezzo del carburante per aerei, spinto dalla tensione energetica, potrebbe salire fino a 150-200 dollari al barile. Il risultato è un aumento generalizzato delle tariffe: alcune tratte business raggiungono prezzi eccezionali, fino a oltre 17 mila euro, mentre diverse compagnie - da Air France-KLM a Air India - annunciano supplementi e revisioni dei listini. Interviene  Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano.Ilva, manifestazione d'interesse da Jindal. Urso: «Confronto con quella di Flacks»Si riapre il confronto sul futuro dell'ex Ilva con la manifestazione d'interesse del gruppo indiano Jindal, che si aggiunge all'offerta già in negoziazione del gruppo americano Flacks. Il ministro Urso punta a chiudere il dossier entro aprile, quando l'impianto dovrebbe tornare a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue, soglia ritenuta necessaria per la competitività. La partita resta però condizionata dalla sentenza del tribunale di Milano che impone lo stop alla produzione dal 24 agosto per motivi sanitari, elemento che complica sia il prestito europeo sia il percorso di vendita. Il governo indica tre condizioni: presenza di partner industriali siderurgici, solidità finanziaria dell'acquirente e disponibilità alla cessione di aree per progetti di reindustrializzazione, con possibile utilizzo del Golden Power. Ne parliamo con Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore.Il lusso nella crisi del Golfo. Intanto Golden Goose continua a correreLa crisi geopolitica nel Golfo colpisce anche il lusso: il Medio Oriente vale circa il 6% dei ricavi globali del settore e in queste settimane si registrano chiusure temporanee di boutique, riduzione del personale e difficoltà logistiche nei principali hub commerciali come Dubai. L'impatto arriva in una fase già delicata per il comparto, dopo rallentamento cinese e tensioni commerciali. In controtendenza, Golden Goose continua a crescere: dopo l'ingresso dei nuovi soci asiatici HSG e Temasek in un'operazione da 2,5 miliardi, il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento a 734 milioni e margine EBITDA al 34%. Il marchio resta tra i pochi del lusso a mantenere crescita a doppia cifra, grazie a una strategia centrata sull'esperienza del cliente e sul coinvolgimento diretto nei negozi. Ce lo racconta Silvio Campara, Amministratore Delegato Golden Goose.
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Mar 11, 2026 • 0sec

Confitarma, 1.100 navi bloccate nel Golfo Persico

La crisi nello Stretto di Hormuz ha ridotto di oltre il 90% i transiti commerciali e lasciato circa 1.100 navi bloccate nel Golfo Persico. L'area resta strategica perché vi passa una quota rilevante del commercio energetico mondiale: 38% del petrolio via mare, 30% del GPL e 20% del GNL. Per l'Italia il rischio è diretto: nel 2025 oltre il 13% delle importazioni energetiche proviene dal Golfo. Confitarma ha chiesto al Governo il rafforzamento della presenza navale italiana nell'area, anche con unità della Marina Militare, per proteggere navigazione commerciale, marittimi e continuità delle catene logistiche internazionali. Il commento è di Mario Zanetti, Presidente Confitarma e Delegato del Presidente di Confindustria per l'Economia del Mare.Uiv, export vino italiano -3,7% nel 2025, perdita da 300 milioniNel 2025 l'export del vino italiano chiude a 7,78 miliardi di euro, in calo del 3,7% rispetto al 2024, con una perdita di circa 300 milioni e volumi in flessione dell'1,9% a 21 milioni di ettolitri. A pesare soprattutto è il mercato Usa, che arretra del 9,2% (-178 milioni), penalizzato dai dazi e dalla svalutazione del dollaro. L'extra-Ue segna -6,4%, mentre i mercati europei reggono (+0,5%), con Germania stabile e crescita di Francia e Paesi Bassi. Tra le regioni calano Veneto, Toscana e Piemonte; meglio gli spumanti (-2,5%) rispetto ai vini fermi (-4,3%). Per Uiv l'Europa ha contenuto le perdite, ma resta necessario rafforzare il mercato interno e superare ostacoli normativi che pesano sulla competitività. Interviene Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini (Uiv).Energia, Meloni chiede all'UE lo stop temporaneo agli EtsGiorgia Meloni ha chiesto all'Unione europea la sospensione urgente dell'Ets applicato alla produzione elettrica da fonti termiche, almeno finché i prezzi energetici non torneranno ai livelli precedenti alla crisi mediorientale. Secondo la premier il sistema europeo del carbon pricing gonfia artificialmente il prezzo dell'elettricità, incidendo fino a 30 euro per MWh in Italia. Il Governo propone anche una revisione dei costi regolatori sul gas e strumenti di liquidità per stabilizzare il mercato nazionale. Da Bruxelles arriva apertura a interventi temporanei sulle bollette da parte degli Stati membri, mentre la Commissione insiste sull'accelerazione delle rinnovabili e sul rafforzamento dell'autonomia energetica europea. Ne parliamo con Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore Bruxelles.
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Mar 10, 2026 • 0sec

Dombrovskis: se la guerra si protrarrà rischio stagflazione

A dieci giorni dall'allargamento del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, cresce la preoccupazione internazionale per le conseguenze economiche. Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis avverte che se il conflitto resterà circoscritto a poche settimane gli effetti saranno limitati, ma una durata maggiore o problemi sul passaggio nello Stretto di Hormuz potrebbero generare uno shock di stagflazione: energia più cara, inflazione in rialzo, peggioramento della fiducia e irrigidimento delle condizioni finanziarie. I mercati obbligazionari stanno già reagendo: l'indice MOVE è salito sensibilmente e lungo tutta la curva dei rendimenti si osservano rialzi sia sulle scadenze brevi sia su quelle lunghe. Negli Stati Uniti il Treasury a due anni è tornato al 3,6%, mentre in Europa il Bund tedesco a due anni è salito al 2,35%, sopra il tasso BCE. Questo segnala che i mercati iniziano a prezzare un possibile rinvio dei tagli dei tassi o addirittura nuovi rialzi. Anche i rendimenti decennali restano elevati, riflettendo timori su inflazione e sostenibilità fiscale. Si riaffaccia così lo scenario di crescita debole e prezzi in aumento, tipico delle fasi di stagflazione. Il commento è di Franco Bruni, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.Fertilizzanti ed energia, in agricoltura doppio allarmeLa guerra in Medio Oriente sta aggravando non solo il fronte energetico ma anche quello dei fertilizzanti, con possibili effetti a catena sull'agricoltura mondiale, sui prezzi alimentari e sulla sicurezza alimentare. Il Golfo Persico è infatti un nodo strategico anche per le materie prime agricole: dallo Stretto di Hormuz passa il 35% dell'export mondiale di urea e il 45% dello zolfo utilizzato per la produzione di fertilizzanti fosfatici. Le tensioni hanno già provocato forti rincari: l'urea granulare in Medio Oriente è salita da 485 a 650 dollari per tonnellata, mentre l'ammoniaca importata in Europa ha raggiunto 750 dollari, ai massimi da tre anni. Il rischio è particolarmente delicato perché si entra nella fase primaverile di maggiore domanda agricola nell'emisfero nord: chi non ha già fatto scorte potrebbe trovarsi a fronteggiare costi molto più alti o difficoltà di approvvigionamento. Se il conflitto dovesse protrarsi, secondo Morningstar i fertilizzanti azotati potrebbero raddoppiare di prezzo e i fosfati aumentare del 50%, replicando quanto già visto dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Nei Paesi più fragili questo potrebbe ridurre l'uso dei fertilizzanti, abbassare le rese agricole e aumentare il rischio di fame, mentre nei Paesi avanzati i rincari agricoli si sommerebbero a quelli energetici, alimentando nuova pressione inflazionistica. Interviene Sissi Bellomo, Il Sole 24 OreAccise mobili e piano casa fuori dal Cdm. L Ecofin frena: Intervento con situazione più stabileNel Consiglio dei ministri non entrano per ora né il tema delle accise mobili sui carburanti né il piano casa sostenuto da Matteo Salvini, nonostante il rialzo dei prezzi petroliferi causato dalla crisi in Medio Oriente. Salvini assicura comunque che il governo sta lavorando a un intervento e punta il dito contro le compagnie petrolifere, accusate di trasferire rapidamente gli aumenti ai distributori ma di non ridurre i prezzi con la stessa velocità quando le tensioni si attenuano. Sul piano europeo però prevale prudenza: all'Ecofin, sotto presidenza cipriota, non emerge al momento disponibilità a strumenti straordinari immediati come quelli adottati nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Il ministro delle Finanze di Cipro Makis Keravnos sottolinea che il tema energia è stato discusso ma senza decisioni specifiche su nuovi strumenti, rinviando eventuali interventi a una fase di maggiore stabilizzazione del quadro internazionale. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore

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