il posto delle parole

livio partiti
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Mar 19, 2026 • 23min

Micaela Latini "Amras" Thomas Bernhard

Micaela Latini"Amras"Thomas BernhardTraduzione di Magda OlivettiEdizioni Adelphiwww.adelphi.itSprofondati nelle tenebre della torre di Amras, emblema di un sobborgo di Innsbruck, due fratelli illuminano lo sfacelo di un’intera civiltà.«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell’oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia – concertato in una notte di Föhn –, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l’uno all’altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un’unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l’audacia compositiva – cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi –, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.Thomas Bernhard nasce nel 1931 a Heerlen, in Olanda, figlio di una ragazza-madre che aveva lasciato l'Austria per sottrarsi allo scandalo. Ancora neonato, viene affidato ai nonni con i quali vive, prima a Vienna, poi a Seekirchen e a Salisburgo, gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza. Frequenta il liceo classico, che non conclude. A diciotto anni viene ricoverato in sanatorio, dove comincia a scrivere. Pubblica racconti su quotidiani e riviste e, nel 1963, il suo primo romanzo, Gelo, che vince il prestigioso premio Brema. I suoi attacchi alle istituzioni statali e a importanti personaggi politici suscitano e continueranno a suscitare scandalo. A partire dagli anni Settanta si dedica intensamente al teatro scrivendo numerosi testi che il regista Claus Peymann mette in scena quasi sempre con l'attore Bernhard Minetti. Nel 1975 pubblica il romanzo Correzione, che alcuni critici, come George Steiner, considerano il suo capolavoro. Muore a Gmunden nel 1989.Tra le sue opere principali: Perturbamento, Il nipote di Wittgenstein, Il soccombente, Estinzione. Il suo teatro è raccolto in sei volumi da Ubulibri (tutti riproposti da Einaudi). Dei romanzi di Bernhard Einaudi ha pubblicato Gelo, Correzione e Amras.Micaela Latini insegna Estetica e Letteratura tedesca all’Università di Ferrara. Tra le sue pubblicazioni: Il Possibile e il Marginale. Studio su Ernst Bloch (Mimesis, 2005); Il Museo degli errori. Thomas Bernhard e gli Antichi Maestri (AlboVersorio, 2011); La pagina bianca. Thomas Bernhard e il paradosso della scrittura (Mimesis, 2010); (con Alessandra Campo), Dieci anni di estetica tedesca (Aesthetica edizioni, 2012); Un’estetica dell’esagerazione. Sulla filosofia d’occasione di Günther Anders (Jouvence, 2018); Lo sguardo ritratto (Meltemi 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 18, 2026 • 22min

Fulvio Irace "Corpo urbano: dalla scultura alla città"

Fulvio Irace"Corpo urbano: dalla scultura alla città"Scritti polemici (1970-1982)Francesco SomainiJohan & Leviwww.johanandlevi.comQuesto volume raccoglie i principali scritti dello scultore Francesco Somaini (1926-2005), che dedicò una delle sue stagioni creative più felici al tema della città. Pioniere dell’arte urbana in Italia e in Europa, Somaini ha portato avanti la sua ricerca superando le tradizioni artistiche precedenti, influenzato soprattutto dall’architettura americana a partire dagli anni sessanta e settanta, in seguito alla sua mostra personale a New York e dei suoi progetti di sculture monumentali a Atlanta, Baltimora e Rochester.La sua esperienza all’estero avviene in un periodo cruciale, caratterizzato da un forte impegno sociale e politico nei confronti della realtà delle metropoli. Le sue edizioni dei classici della sociologia e dell’urbanistica sono gremite di riflessioni annotate ai margini; le sue trattazioni teoriche, veri e propri manifesti, criticano apertamente la modernità e il simbolismo asettico dell’International Style, con le sue utopie megastrutturali e la devastazione del territorio antropizzato sotto la spinta dell’industrializzazione. Somaini auspica, non senza una certa urgenza, che la scultura compia finalmente l’atto decisivo e diventi critica sociale, con l’obiettivo di una ri-sacralizzazione degli spazi pubblici.Affida così le sue idee progettuali a dichiarazioni di poetica, lezioni, convegni, ma anche a disegni di grande forza immaginifica e ai fotomontaggi, medium d’elezione per le sue proposte di intervento plastico urbano. Attraverso un’accurata selezione di testi, appunti e schizzi inediti, Fulvio Irace offre una sintesi e una contestualizzazione del percorso originale del maestro lombardo e del suo contributo al dibattito internazionale sul futuro delle città.Francesco SomainiScultore lombardo riconosciuto a livello internazionale, è stato allievo di Giacomo Manzù all’Accademia di Brera e dagli anni cinquanta ha contribuito al rinnovamento del linguaggio scultoreo contemporaneo. La sua sperimentazione su materiali, tecniche e medium, unita alla progettazione di opere monumentali in collaborazione con architetti e urbanisti, lo ha reso un protagonista del dibattito sull’arte negli spazi pubblici, promuovendo una nuova visione del rapporto tra scultura e ambiente.Fulvio IraceÈ professore emerito di Storia dell’architettura e del design al Politecnico di Milano e insegna all’Università IULM di Milano. È tra i fondatori di AAA-Italia (Associazione nazionale archivi di architettura), di MuseoCity Milano (2016) e appartiene al comitato scientifico della Fondazione Museo di Brera. È curatore di mostre in Italia e all’estero. Tra i suoi lavori nel campo della critica, dell’architettura e del design contemporaneo: Codice Mendini (Electa, 2016); Gio Ponti. Amare l’architettura (MAXXI-Forma, 2019); Milano moderna. Architettura, arte e città (24 Ore Cultura, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 18, 2026 • 19min

Carolina Vincenti "Fantasmi romeni"

Carolina Vincenti"Fantasmi romeni"La Lepre Edizioniwww.lalepreedizioni.comGli esuli romeni che abitano questo libro sono le figure di un caleidoscopio. Cioran, allo stesso tempo genio e flâneur fallito, Sergio Calibidache, musicista idolatrato ma ostile alle registrazioni, Constantin Brancusi, punta di diamante dell’avanguardia che non amava parlare di sé, Paul Celan, poeta dell’agonia sublime, Panait Istrati, scrittore di novelle incantate, il “Gor’kij dei Balcani”. Con loro Mircea Eliade, il più illustre storico delle religioni del Novecento – ma anche incantevole romanziere e poeta – e Ioan Petru Culiano, sapientissimo gnostico ucciso all’apice della gloria accademica da un misterioso assassino. O ancora, Marta Bibescu, musa proustiana dei salotti della Belle Époque, Dimitri Cantemir, il principe visionario che aveva osservato alla fine del Seicento l’Europa decollare e la mezzaluna del Bosforo declinare ed Elena Ghica, formidabile principessa itinerante, archeologa, botanica, scrittrice e pioniera del pensiero liberale delle élite cosmopolite. Come una matrioska, ogni storia ne racchiude un’altra e contiene i semi della nostalgia di chi lascia il proprio mondo per addentrarsi in una nuova vita.Carolina Vincenti,nata a Bucarest e cresciuta a Beirut, si è laureata in Storia dell’arte a Roma, città in cui vive e che racconta da decenni nelle diverse lingue che conosce. Autrice di numerosi volumi dedicati ai palazzi romani, ha curato mostre per il Musée du Luxembourg in Francia e ha collaborato con il M.I.U.R. occupandosi di ricerca applicata ai beni culturali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 18, 2026 • 14min

Ferdinando Martino "L'ombra del conte"

Ferdinando Martino"L'ombra del conte"Massimo Soncini Editorewww.soncinieditore.itIl Capitano Ettore Tancredi, coadiuvato dal Maresciallo Calò, conduce le indagini su una serie di crimini commessi sulla riviera ligure di Ponente. Grimaldo, detto Teo, è l’ultimo discendente di un antico Conte che, in epoca remota, fu autore di un libro: I Malanima. Una cerchia di persone dalla vita dissennata, infatuate dalle antiche teorie del nobile, è all’origine dei delitti. La dottoressa Camilla Rubinacci è il Pubblico Ministero che affiancherà il Capitano nella ricerca di moventi e colpevoli, in un’inchiesta che lo costringerà a riflettere sulle ragioni del male e sui propri tormenti interiori. La costa ligure, il fascino retrò di Sanremo, le Alpi Apuane e parte della Toscana fanno da sfondo geografico a questa storia.Ferdinando Martino, è stato dirigente nell’industria turistica. Attento osservatore dei costumi e delle destinazioni, porta con sé un patrimonio di esperienze vissute viaggiando in ogni parte del mondo, da cui attinge per raccontare emozioni, avventure e incontri. È autore de La banda dei Calioti, romanzo d’esordio (2022) e del Il filo nero. Storia di tre coscienze (2025). Ha scritto e diretto l’opera teatrale La bella libertà – le donne della rivoluzione napoletana. L’ombra del Conte è il suo ultimo romanzo.“Nelle metropoli il seme del male è la nevrosi, nei borghi è la noia. Vedi, Capitano, un giorno un tizio disse: il mondo lo si può descrivere, il difficile è capirlo.”Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 18, 2026 • 23min

Francesca Nodari "Nata contro"

Francesca Nodari"Nata contro"Mimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itDopo un silenzio di oltre vent’anni, dopo la rielaborazione, apparentemente conclusa, del rifiuto di un padre/padrone che ha saputo darle e dirle solo dei “no”, Antigone si ritrova, di nuovo, ad avere a che fare con quella figura ingombrante che in paese chiamano Belzebù. L’ex-figlia – così Ernesto l’apostrofava – corre in ospedale dopo essere stata informata che l’uomo versa in condizioni molto critiche a causa di circostanze avvolte da un fitto alone di mistero. Cosa fare dinnanzi a una situazione simile? Far fronte al destino o andarsene? Antigone – colei che è “nata contro” – sceglie la porta stretta. La via dolorosa. E lo fa, nuovamente, da sola. Come l’Antigone di Sofocle, si sente murata viva. Qui non c’è da rivendicare la giusta sepoltura di Polinice, ma la pietas nei confronti di un uomo abbandonato e ridotto in fin di vita, con l’aggravante che, quell’uomo, incarna il potere disgustoso di Creonte, che quell’uomo, che era suo padre, l’ha rimossa dalla sua vita, come se lei fosse già morta.Francesca Nodari filosofa morale, allieva di Bernhard Casper, è direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (2008); Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (2011); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro (2013); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (2016); Temporalità e umanità (2017); Donne e Shoah (con A. Foa, 2021). Sua è la nuova edizione critica a Il Tempo e l’Altro di Emmanuel Levinas (2022). Dirige, presso Mimesis, le collane “Chicchidoro” e “Tempo della memoria”. Collabora con La Domenica de “Il Sole 24 Ore”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 18, 2026 • 19min

Giusy Sardella "L'amore malfatto"

Giusy Sardella"L'amore malfatto"Fazi Editorewww.fazieditore.itUn esordio potente, soffuso di sensualità, che esplora la complessità delle regole dell’attrazione che spesso corrono parallele a quelle sociali.Un romanzo sui corpi: corpi che si nascondono, imperfetti, attraversati da passioni forti.A Petrara, paesino abruzzese all’ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l’una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l’altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l’amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell’incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un’ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo.Giusy Sardella ci racconta la crudeltà che il mondo riserva ai diversi, ma ci rivela anche l’invisibile bellezza che si nasconde dietro una tenda tirata, una porta socchiusa e l’intimità di un corpo, con la delicatezza di chi porta la luce dove c’è solo il buio.Giusy SardellaIngegnere meccanico, ha lavorato nei circuiti automobilistici di tutto il mondo per l’azienda Bridgestone, destreggiandosi tra colleghi poco avvezzi ad avere a che fare con una donna, di pari grado o superiore. L’amore malfatto è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 17, 2026 • 28min

Roberto Dulio "Un ritratto mondano"

Roberto Dulio"Un ritratto mondano"Fotografie di Ghitta CarellJohann & Leviwww.johanandlevi.comIl volume ricostruisce la vita e l’opera della fotografa Ghitta Carell (1899-1972), ungherese d’origine, che nel 1924 si trasferisce in Italia, dove in breve tempo sarà annoverata tra i più celebri ritrattisti. Con determinazione, Carell entra in contatto con l’aristocrazia, l’élite intellettuale e la classe politica italiana, ritraendo icone come Maria José di Savoia e la famiglia reale. Tra i suoi scatti più noti ci sono quelli di Benito Mussolini, con i quali consolida la propria notorietà e veicola alcune delle immagini più ricorrenti del Duce.Nel 1938 affronta il dramma dell’antisemitismo e poi il conflitto bellico, un periodo che segna un cambiamento radicale nella sua vita e carriera, portandola a un lento declino nel dopoguerra. La sua biografia, sia umana che artistica, si sviluppa al di fuori delle narrazioni tradizionali della modernità, rivelando un’opera molto più complessa di quanto non suggeriscano le etichette riduttive di “fotografa del potere” o “fotografa dell’anima” a cui spesso viene associata. Il lavoro di Ghitta Carell si distingue per una sintesi espressiva che unisce, in un’affascinante dialettica, le tensioni tra avanguardie e tradizione che caratterizzano il dibattito artistico dell’epoca fascista. La sua acrobatica miscela figurativa evoca suggestioni provenienti da contesti diversi, talvolta opposti, come la ritrattistica rinascimentale e barocca e il gusto glamour delle fotografie che celebrano le star di Hollywood.Questo volume mette in evidenza l’importanza del suo lavoro nel panorama della fotografia e dell’arte del Novecento. La sua arte merita senza dubbio un risarcimento critico che ne riconosca l’alto livello e la complessità, spesso trascurata nel corso della storia.Roberto Dulio, insegna Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano. Si occupa della cultura architettonica moderna e contemporanea e dei suoi rapporti con l’arte e la fotografia. Ha curato mostre, pubblicato libri e saggi. È stato redattore della rivista L’architettura. Cronache e storia e collaboratore di altre testate tra cui Casabella e Domus. Tra i suoi libri: Aldo Andreani 1887-1971. Visioni, costruzioni, immagini (con Mario Lupano, 2015), Introduzione a Bruno Zevi (2008), Giovanni Michelucci 1891-1990 (con Claudia Conforti e Marzia Marandola, 2006).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 17, 2026 • 29min

Gianni Bedini "Ginkgo" Peter Crane

Gianni Bedini"Ginkgo"L'albero dimenticato dal tempoPeter CraneOlschki Editorewww.olschki.itTraduzione di Gianni Bedini. Presentazione di Fabio GarbariQuesto libro racconta la storia più lunga mai dedicata a un albero. L’ha scritta Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo. La profonda conoscenza scientifica, l’appassionata attenzione alle vicende evolutive testimoniate dai reperti fossili e dalla singolare biologia riproduttiva di Ginkgo biloba, hanno ispirato la realizzazione di quest’opera che si legge come un romanzo, dedicato alla biografia di una specie la cui conservazione è oggi affidata all’uomo.È forse l'albero più caratteristico del mondo, il ginkgo. Rimasto ostinatamente invariato per oltre duecento milioni di anni, rappresenta un vero e proprio legame vivente con l'era dei dinosauri. Il Ginkgo sopravvisse alle grandi ere glaciali come una reliquia in Cina, ma divenne un elemento naturale di riferimento quando la gente lo trovò utile circa mille anni fa. Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo, racconta qui la storia più lunga mai dedicata a un albero. Il Ginkgo si divide in piante maschili e femminili, è noto per i suoi semi che quando giungono a maturità, emanano un odore sgradevole, sarebbe istinto in natura se non fosse coltivato in tante parti del mondo e non fosse oggetto di rispetto e di devozione per molti popoli d’Oriente. Il Ginkgo è anche fonte di cibo, di preparati officinali, di oggetti e manufatti commerciali. È inoltre un albero bellissimo che orna i viali, i parchi e i giardini di molte città. In Cina, in Giappone, in Corea alcuni esemplari superano i mille anni e sono venerati come divinità.Sir Peter Crane, membro della Royal Society (FRS) è Presidente della Oak Spring Garden Foundation. Dal 1999 al 2006 è stato Direttore dei Giardini Reali Botanici di Kew e dal 2009 al 2016 è stato Preside della Scuola di Scienze Forestali e Studi Ambientali dell’Università di Yale. È conosciuto in ambito internazionale per i suoi studi sulla diversità della flora, dalle origini della vita vegetale alla storia dei fossili, dal panorama botanico attuale alla conservazione e all’utilizzo delle piante. Nel dicembre 2014 ha vinto il Premio Internazionale per la Biologia. Gianni Bedini,  per molti anni curatore dell'Orto Botanico dell'Università di Pisa, dove si è laureato in Scienze Naturali, è oggi docente di Botanica presso il Dipartimento di Biologia della stessa Università. E' segretario del Gruppo di Lavoro per gli orti botanici e i giardini storici della Società Botanica Italiana e in questa veste è stato il rappresentante italiano in seno allo European Botanic Gardens Consortium. È titolare dell'insegnamento di "Divulgazione scientifica negli Orti botanici" nel corso di laurea triennale in Scienze naturali e ambientali dell'Università di Pisa e fa parte dei comitati scientifici di alcuni orti botanici italianiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 16, 2026 • 17min

Giacomo Serreli "Marisa Sannia. La voce del vento e del mare"

Giacomo Serreli "Marisa Sannia. La voce del vento e del mare"Francesco Brioschi Editorewww.brioschieditore.itLa voce di Marisa Sannia emerge, fresca e limpida, come le onde che si infrangono sulla sua terra, la Sardegna. La sua non è solo la storia di un successo, ma è prima di tutto la storia di una giovane ragazza isolana appassionata di musica e pallacanestro che è riuscita a raggiungere il palco di Sanremo. Dal suo primissimo esordio al Parioli, dove si esibiva con un gruppo di amici, ha poi conquistato mete ben più lontane e ambiziose come il Giappone e Cuba. E tutto questo senza perdere la genuinità e la delicatezza che da sempre l’hanno caratterizzata.Versatile ed eclettica, Marisa Sannia si è rivelata un’artista di talento in diversi ambiti: dalla canzone ai musicarelli, dalla pubblicità al teatro. Anche se la sua creatività si è espressa al meglio attraverso la riscoperta della lingua sarda negli album Melagranàda, Nanas e janas e Sa oghe de su entu e de su mare, e poi ancora di quella spagnola con il postumo Rosa de papel, ispirato ai testi di Federico García Lorca.In questa biografia, Marisa Sannia si svela grazie alla penna acuta di Giacomo Serreli, capace di raccontare quella “voce del vento e del mare” che ancora risuona in tanti ascoltatori.Giacomo Serreli è nato a Cagliari nel 1955.In quasi cinquant’anni di attività come giornalista televisivo, non ha mancato di rivolgere la sua attenzione e il suo interesse alla scena e al patrimonio musicale sardo.In particolare, ha lavorato a produzioni per l’emittente Videolina, programmi radiofonici sull’emittente Radiolina e per la sede regionale della Rai.Tra le sue pubblicazioni: Sonos langanos (Condaghes, 1998), Maria Carta voce e cuore di Sardegna (La Nuova Sardegna, 2019), Boghes e sonos (Fondazione Maria Carta, 2020) e l’autobiografico Dropout music, itinerari per il mondo di un dj radiofonico (Edes, 2021).Ha curato inoltre numerosi saggi tra cui la sezione dedicata alla Sardegna in The Rough Guide to World Music. Vol. 2 (Rough Guide, 2009).È responsabile del comitato scientifico della Fondazione Maria Carta di Siligo dal 2002, anno della sua costituzione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Mar 16, 2026 • 17min

Rosella Postorino "Storia di Anna Drei" Milena Milani

Rosella Postorino"Storia di Anna Drei"Milena MilaniEdizioni Cliquotwww.cliquot.itL’incontro davanti al cinema Barberini di Roma, nelle prime righe del romanzo, pare frutto di mera casualità; eppure, la relazione che sboccia subito tra la narratrice – non conosceremo mai il suo nome – e la sfuggente figura di Anna Drei fa già intuire il destino ineluttabile che incatenerà le due giovani donne l’una all’altra.Non è attrazione sessuale, e neppure fiorirà col tempo un’amicizia profonda fra due esistenze affini. Anzi, forse l’opposto: sarà un’intesa rarefatta, straniante, aspra; priva di quella materialità che invece è attributo della violenza (o dell’inconsistenza) maschile.E così, mentre la storia di Anna Drei lentamente si svela, tra un presente disordinato e un passato di verità e immaginazione custodito fra le pagine di un diario, la narratrice può entrare crudamente in contatto con il proprio mondo interiore, addentrarsi nei luoghi più sacri e oscuri di sé, dove il suo doppio la conduce.Storia di Anna Drei, uscito nel 1947 e vincitore della prima edizione del premio Mondadori, è il romanzo d’esordio di Milena Milani, ed è considerato un modello di Esistenzialismo italiano.Postfazione di Rosella Postorino.Illustrazione di copertina di Silvia Franchini.Milena Milani (Savona, 1917-2013), figura poliedrica, ha attraversato il Novecento tra letteratura e arte contemporanea. Dalla frequentazione del gruppo di intellettuali che si riuniva al Caffè Aragno di Roma seguì il suo esordio, nel 1944, con una raccolta di poesie. Del 1947 è il suo primo romanzo, Storia di Anna Drei, con cui vinse la prima edizione del premio Mondadori. La sua opera più nota è invece La ragazza di nome Giulio (Longanesi, 1964), che fu oggetto di processo per oscenità. Nel campo delle arti visive, collaborò con Carlo Cardazzo alla Galleria del Naviglio, del Cavallino e Selecta e aderì allo Spazialismo di Lucio Fontana, firmandone tutti i Manifesti. Attiva promotrice culturale, ricevette nel 1988 l’onorificenza di Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana. Oggi la sua opera è curata dalla Fondazione Museo di arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, con sede a Savona.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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