

il posto delle parole
livio partiti
Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Jan 5, 2026 • 19min
Giovanni Nistri "Ho servito la Stato"
Giovanni Nistri"Ho servito lo Stato"Una vita nell'arma.Neri Pozzawww.neripozza.itIl racconto intimo di chi ha scelto di essere un uomo dello Stato senza ammantarsi di eroismi ma semplicemente mettendosi al servizio della comunità, dagli anni dell’Accademia fino al punto più alto della carriera, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, conseguendo nel frattempo tre lauree e diversi master. Quando la riqualificazione dell’antica Pompei entrò in crisi, toccò a lui, che aveva diretto per un quadriennio il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, diventarne il responsabile per far rifiorire il sito archeologico, uno dei luoghi più visitati al mondo. Durante il suo mandato, ha dovuto affrontare situazioni di particolare criticità, senza creare scandalo né prendere posizioni estremiste. Ma il racconto più entusiasmante è quello della vita quotidiana di un militare che, di fronte a problemi anche gravi che riguardano la sicurezza dello Stato, si è trovato a cercare soluzioni con l’ausilio della filosofia, della letteratura, della musica e del cinema. In queste pagine appassionate scorrono vite di uomini e donne, verità e apologhi creati ad arte, valori, sentimenti e comportamenti, fallimenti da cui apprendere. Un’esistenza fatta di continui trasferimenti da una parte all’altra della Penisola, a contatto con personaggi in malafede, con santi e assassini. E poi la morte di giovani carabinieri, trucidati nell’esercizio della loro funzione, le lacrime versate con i familiari ai funerali. Sempre con la certezza che del potere mai si deve abusare e che la verità non è mai bianca o nera ma piuttosto un mescolarsi di infinite tonalità.Mi riterrò soddisfatto se, all’ultima parola dell’ultima pagina, sarò riuscito a descrivere senza infingimenti aspetti significativi della mia esperienza e, ancor più, lo spirito con cui ho provato ad affrontare i correlati impegni. Il che non significa averli assolti sempre in modo adeguato, ma racconta dello sforzo costantemente posto nel tentare. Essere al servizio dell’Arma significa essere parte significativa di quella nebulosa valoriale che definiamo Patria, termine troppo spesso negletto, per tutta una serie di motivazioniGiovanni Nistri è Generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri, di cui è stato il Comandante Generale dal 2018 al 2021. È laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Ha svolto incarico di docenza in Sicurezza del patrimonio culturale presso la LUMSA di Roma. È stato Direttore Generale del Grande Progetto Pompei dal 2014 al 2016, progetto finanziato dall’Unione Europea per la messa in sicurezza del sito archeologico e per la riqualificazione della circostante Buffer Zone UNESCO. Autore di saggi in tema di comunicazione pubblica, di tutela del patrimonio culturale e sulla guerra cognitiva/disinformazione, è componente del Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 5, 2026 • 17min
Enrico Fink "Patrilineare"
Enrico Fink"Patrilineare"Una storia di fantasmiEdizioni Lindauwww.lindau.itElias, giovane musicista, dopo la morte della nonna inizia a essere perseguitato da un’«ombra». Ma cos’è? E cosa vuole da lui? Lo segue ovunque, nelle atmosfere surreali delle discoteche dove suona, nei vicoli medievali di Ferrara, fino alla casa di famiglia che custodisce memorie antiche. Ed è proprio lì, in quelle stanze polverose dove Elias decide di riscoprire le proprie radici ebraiche, che l’ombra sembra unirsi ad altre ombre e il passato inizia a prendere forma.In una narrazione dalla struttura articolata, con frequenti salti temporali e flashback, le vicissitudini di Elias si intrecciano con quelle dei Fink e dei Bassani – dall’arrivo in Italia dei bisnonni alla tragedia della seconda guerra mondiale, con la deportazione ad Auschwitz – creando un racconto intimo e coinvolgente, un mondo fatto di ricordi, emozioni e riflessioni in cui la presa di coscienza, spesso sofferta, di ciò che è accaduto si alterna ai toni della commedia e all’autoironia.Tra le grandi tragedie della Storia e piccole scene di comicità, fra demoni che ballano sul cubo e un anziano poeta circondato da gatti, fra sinagoghe, bombe e una circoncisione tardiva, Patrilineare. Una storia di fantasmi è un libro che ci tocca nel profondo e ci aiuta a comprendere quanto le storie di chi ci ha preceduto siano parte integrante di chi siamo. Enrico Fink è nato a Firenze nel 1969. È compositore, cantante e flautista, nonché ricercatore e autore teatrale. Figlio del noto critico Guido Fink, dopo essersi laureato in Fisica ha abbandonato gli studi in quel campo per concentrarsi sulla musica, dedicandosi principalmente al recupero e alla promozione della tradizione musicale ebraica italiana, e alla composizione di musiche di scena per il teatro. Regolarmente in tournée in Italia e all’estero, ha esordito nel 1998 con lo spettacolo Patrilineare, lo stesso titolo del primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 5, 2026 • 26min
Pietro Gibellini "Parola di donna" Giuseppe Gioachino Belli
Pietro Gibellini"Parola di donna"Sonetti per voce femminileGiuseppe Gioachino BelliVallecchi Editorewww.vallecchi-firenze.itNessun poeta ha dato voce a tante figure femminili quanto Belli, vero gigante della poesia dialettale, anzi della poesia tout court. Con i suoi duemila e più sonetti, ha rappresentato la vita e la mentalità dei mille Renzo e Lucia di Trastevere, facendoli esprimere nel loro romanesco rude e colorito. La voce tonante dei popolani, pronti alla rissa in casa e all’osteria, ha spesso coperto le parole delle loro donne: bambine e ragazze, mogli e madri, amiche e vicine, serve e prostitute…I loro discorsi svelano la condizione femminile dell’Ottocento nei suoi risvolti materiali e affettivi. Ne esce un affresco documentario ravvivato dai colori della poesia: un tesoro reso accessibile da questa sorprendente antologia, che alla donna-oggetto sostituisce finalmente una donna-soggetto.Giuseppe Gioachino Belli (Roma 1791-1863), probo impiegato pontificio, tenne clandestino il trasgressivo capolavoro dei suoi Sonetti romaneschi, vero «monumento» della plebe di Roma pubblicato solo dopo la morte del poeta.Pietro Gibellini (1945) ha studiato la letteratura italiana dal Sette al Novecento, e in particolare l’opera di D’Annunzio. Ha curato la poderosa edizione critica e commentata dei 2279 Sonetti di Belli per i «Millenni» Einaudi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 5, 2026 • 22min
Giovanni Brizzi "Imperium"
Giovanni Brizzi"Imperium"Il potere a RomaEditori Laterzawww.laterza.itCos’era il potere a Roma antica? Un console, un tribuno, un triumviro, di quale autorità erano provvisti e per quali fini? Come veniva giustificata l’esistenza stessa di un uomo al comando e a chi doveva rendere conto? L’imperium di Cesare era diverso da quello di Augusto o di Giustiniano?Il potere a Roma nello studio originale e innovativo di uno dei più grandi storici dell’antichità.La vicenda di Roma, lungo tutto il suo percorso millenario, è accompagnata da un concetto particolarissimo e originale: quello espresso nel termine imperium. Questo vocabolo traduce il rapporto tra il potere nella sua accezione più alta e la sua responsabilità. Nel gestire questa gravosa incombenza il potere deve confrontarsi con una serie di doveri. Ab origine, la responsabilità verso il popolo romano è subordinata a una serie di valori addirittura anteriori alla nascita stessa dell’Urbe, come quello di fides, il rispetto delle regole.A questo concetto sono costretti a rapportarsi tutti i grandi di Roma. Camillo, cui viene attribuita una prima definizione del diritto naturale, che vieta ogni atto in contrasto con la natura dell’uomo; Scipione, il primo imperator, che proclama la superiorità di un singolo sulle strutture. Muove all’azione Silla, l’idealista in cerca di impossibili ritorni al passato; accende Cicerone nella sua teoresi; lo reclama per sé Cesare senza poter conservare né il potere né la vita; lo struttura mirabilmente Augusto, nel nuovo patto con gli dei (la pax Augusta) da cui nascerà la monarchia. L’intero corso della storia imperiale assiste poi a un costante dibattito, che impegna tanto gli stoici quanto la propaganda di corte, gli imperatori-soldati come il pensiero cristiano. Da quest’ultimo ambito uscirà, infine, la struttura tetragona e proiettata nei secoli a venire dell’impero cristiano.Giovanni Brizzi è professore emerito dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Ha insegnato anche a Sassari, a Udine e alla Sorbona. È officier nell’Ordine delle Palmes Académiques dello Stato Francese, socio dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, presidente della Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna e direttore della “Rivista Storica dell’Antichità”. Tra le sue più recenti pubblicazioni: per il Mulino Ribelli contro Roma. Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia (2017) e Guerre ed eserciti nell’antichità (a cura di, con M. Bettalli, 2019); per Carocci Roma e i Parti. Due imperi in guerra (2022). Per Laterza è autore di Scipione e Annibale. La guerra per salvare Roma (2007), 70 d.C. La conquista di Gerusalemme (2015) e Io, Annibale. Memorie di un condottiero (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 5, 2026 • 20min
Francesca Mogavero "La saponificatrice di Correggio"
Francesca Mogavero"La saponificatrice di Correggio"Il caso CianciulliGiunti Editorewww.giunti.itLa vicenda della Saponificatrice di Correggio è ormai talmente celebre da essere entrata nella leggenda: Leonarda Cianciulli, massaia di mezza età con un marito e quattro figli, dopo aver brutalmente ucciso tre donne, ne avrebbe fatto, a sua detta, saponi profumati e torte da offrire a vicini e familiari. Ma quanto è realtà, e quanto terribile invenzione della stessa Leonarda? I fatti sono noti: tra il 18 dicembre 1939 e il 30 novembre 1940 le vittime spariscono dalla cittadina emiliana; i loro corpi non verranno mai ritrovati. Tutti i sospetti portano a Cianciulli, che si dichiara unica colpevole: morirà in un manicomio giudiziario. E le torte? E il sapone? Quanto è verità, e quanto abile menzogna intessuta dalla protagonista di questa fiaba nera? Chi è, veramente, Leonarda Cianciulli? Una criminale o una folle? Una mamma generosa o un’assassina sanguinaria? Francesca Mogavero ripercorre la storia della Saponificatrice con un taglio inedito, inframmezzando una narrazione serrata e perturbante a stralci del Memoriale scritto da Leonarda stessa. Attenzione, perché il calderone sta bollendo. Non resta che guardarci dentro.Francesca Mogavero, classe 1986, è torinese di nascita, lucana e siciliana d’origine e monferrina di recente adozione. Lavora in ambito editoriale dai tempi dell’università e ha pubblicato racconti in riviste e antologie. Ama i Doors ma anche il Boléro, i Jefferson Airplane, Joe Strummer, le fiabe, il vino rosso e tante altre cose. Vive tra le colline con un marito e quadrupedi in numero variabile. Nel 2021-2022 ha vinto una borsa di studio per la Scuola annuale di Scrittura Belleville (Milano).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 5, 2026 • 29min
Massimo Gori "Algeria '60"
Massimo Gori"Algeria '60"Una difficile storia franceseMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itLa ricostruzione della vicenda algerina è qui affrontata, in forma di compendio, all’interno di un’ottica geopolitica mediterranea: sono infatti coinvolti, a partire dall’Algeria e dalla Francia, tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dallo Stretto di Gibilterra al Vicino Oriente (Italia inclusa). La guerra di liberazione ha provocato ferite e lasciato lacerazioni mai ben suturate, in particolare nella politica francese e algerina, come dimostrano le trafitture odierne nei rapporti fra Algeri e Parigi. Le mosse golliste hanno infatti propiziato la fine del conflitto, ma non hanno risolto la congerie dei problemi.Massimo Gori, già docente nei licei, si occupa da molti anni della storia d’Europa in epoca moderna. L’occasione algerina consente di estendere lo sguardo a un’importante pagina di storia contemporanea.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 4, 2026 • 26min
Roberto Rossi Precerutti "Erodiade e altri versi" Stéphane Mallarmé
Roberto Rossi Precerutti"Erodiade e altri versi"Stéphane MallarméNeos Edizioniwww.neosedizioni.itPadre riconosciuto del Simbolismo, Stéphane Mallarmé ripudia consolatori alibi metafisici: alla tensione impossibile verso l’azzurro (segno di inattingibile trascendenza) il poeta sostituisce la scoperta del Niente, cui provvisoria risposta è l’umano e laico atto di fede nella scrittura, anche quando quest’ultima diventa esplorazione di una sconfitta.In Mallarmé il fare poetico è percorso sacrale, spiegazione orfica della terra, tensione chimerica verso la realizzazione del Libro supremo e unico. Tale aspirazione, tuttavia, reca in sé il germe dello scacco, dell’impotenza, facendo del disinganno che si origina dalla mancata realizzazione dell’utopia un tema poetico ispiratore e profondo. Umiltà e solitudine di un pensiero che si fa comportamento linguistico di separatezza, fuori dell’idioma della tribù, diventando nel verso mutismo delle cose, dall’insufficienza dei parlari. Dunque, l’opera del poeta francese rappresenta una svolta decisiva nel modo di intendere il mestiere di scrivere, in cui la non rappresentabilità piena del reale non può non coniugarsi con la speculazione estetica e filosofica legata al problema dell’essere.Perché leggere Mallarmé, oggi?«Mallarmé ha fama di poeta difficile, quasi indecifrabile, tale da scoraggiare qualsivoglia approccio interpretativo. A ben guardare, tuttavia, la sua opera rappresenta una svolta decisiva nel modo di concepire il mestiere di scrivere, poiché l’autore francese intende dimostrare che la presunta oscurità del testo, accentuata nel suo caso da una sintassi volutamente complicata, altro non è che la via per giungere al significato profondo delle cose, difficilmente rappresentabile, certo, ma essenziale e illuminante grazie all’incantamento generato dalla poesia. In altre parole, il lettore è invitato a mettere in atto quegli stratagemmi che possono consentire di porre al centro del discorso ciò che generalmente è posto ai margini, disvelando in tal modo, grazie alle corrispondenze di baudelariana memoria, i sentieri segreti di una conoscenza che va al di là della semplice descrizione del mondo e della realtà. La sua intelligenza è così sollecitata a non fermarsi al significato superficiale della comunicazione (“il linguaggio della tribù”, secondo Mallarmé), ma a scavare nei territori più impervi dell’anima (o dell’inconscio) grazie a una parola poetica evocativa e ammaliatrice, ma anche laicamente connotata dal rifiuto di qualunque metafisica. Leggere Mallarmé, dunque, è esercizio salutare, poiché consente di apprendere la “grammatica” della lirica moderna» (Roberto Rossi Precerutti). Roberto Rossi Precerutti, poeta, saggista e traduttore, vive e lavora a Torino, dove è nato nel 1953. Le sue raccolte di versi sono apparse prevalentemente per i tipi degli editori Crocetti, Aragno, Neos. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 4, 2026 • 25min
Andrea Moser "Luce muta"
Andrea Moser"Luce muta"Manni Editoriwww.mannieditori.itLe poesie di questa raccolta segnano un cammino teso a sondare ciò che ci rende umani, la nostra libertà e la nostra condanna. Lungo un filo che dalla preistoria si dipana fino ai viaggi interspaziali, si incontrano la malattia e la sofferenza che innescano un percorso in luoghi inesplorati, dove la ragione si confronta con una realtà che lambisce la follia, intrecciandosi con il dolore di una vita che precipita in un gorgo inaccessibile ai sani. Solo la poesia, forse, può tentare di dare voce a questa oscura distanza, soprattutto quando si comprende che il linguaggio medico non riesce a dire ciò che provano e vedono coloro che accompagnano il malato là dove la luce è muta. I versi diventano così il controcanto di un’esistenza scivolata nell’afasia, e che le parole provano a contrastare, affinché qualcosa resti, rifiutando la caduta nell’oblio.Andrea MoserÈ nato nel 1969 a Sorengo, nel Canton Ticino, vive a Lugano. Insegna Lettere in un istituto superiore e collabora alle pagine culturali di “laRegione”. Nel 2022 ha pubblicato le raccolte poetiche Poemetto del drago e Morte del drago. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 3, 2026 • 20min
Fabrizio Ardito "Il Cammino Primitivo per Santiago"
Fabrizio Ardito"Il Cammino Primitivo per Santiago"A piedi da Oviedo a Santiago de Compostela in 14 tappeEdiciclo Editorewww.ediciclo.itDall’antica Oviedo, il Cammino Primitivo raggiunge Santiago con un tragitto vario e interessante, tra le montagne e le colline di Asturie e Galizia. Tocca borghi di collina, sosta nella città romana di Lugo, per poi incrociare il Cammino Francese a Melide. Il percorso, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è lungo circa 310 km suddivisi in 14 tappe: in due settimane si seguono le tracce della via più antica per Compostela, percorsa dal re Alfonso II il Casto all’inizio del IX secolo.Fabrizio Ardito è un giornalista e fotografo romano, appassionato di geografia e speleologia; da una ventina d’anni ha iniziato ad amare i grandi cammini e le vie storiche, a cui ha dedicato libri e guide per diversi editori. Tra gli ultimi volumi pubblicati: Peregrinos e Cammini di Santiago per il Touring Club Italiano, 111 chiese di Roma che devi proprio scoprire per Emons, Sul Monte Athos, Le Vie di Francesco e Come sopravvivere al Cammino di Santiago, A ciascuno il suo cammino. Scegliere un viaggio a piedi in Italia, Il Cammino dei Protomartiri Francescani e Al centro della terra per Ediciclo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 3, 2026 • 26min
Iain Chambers "Lampedusa/Gaza"
Iain Chambers"Lampedusa/Gaza"L’orologio coloniale e i linguaggi interrottiOrthotes Editricewww.orthotes.comQuesto libro esplora le intersezioni tra migrazione, arte e colonialismo, interrogando il Mediterraneo e Gaza come uno spaziotempo plasmato da rapporti di potere storicamente asimmetrici e configurato come un laboratorio aperto della modernità. Attraverso una serie di itinerari critici, si estrae dalle rovine del presente la trama intrecciata di colonialismo e razzismo costitutiva della modernità occidentale. Nei linguaggi delle arti postcoloniali si incontrano strumenti critici in grado di sfidare le narrazioni egemoniche con configurazioni inaspettate della realtà contemporanea. Qui, Gaza, devastata dal genocidio, si impone come punto focale, rivelando tutti i limiti dell’Occidente: la sua politica, ovviamente, ma anche il suo umanesimo e la sua estetica. Nella violenza coloniale del presente, il testo afferma con urgenza la necessità di smantellare le architetture epistemiche e politiche dell’Occidente, per sostenere degli orizzonti critici che rispondano alle storie negate e alle voci e vite rifiutate. In questo lavoro di smontaggio del Mediterraneo e del mondo contemporaneo, si mette in luce la centralità politica della traduzione storica e culturale continua che sostiene un’appartenenza mobile, e ci parla sempre di futuri radicalmente più democratici.L'insistenza sull’anacronismo, in cui i migranti contemporanei forgiano le rotte non autorizzate di una Underground Railroad, come la rete segreta di due secoli fa negli Stati Uniti usata dagli schiavi per sfuggire, non solo ci fornisce un altro strumento per mappare il presente, ma ci permette anche di riflettere sul nostro passato. Riapre anche un passato considerato morto, andato, dimenticato e sepolto. E poi pensare ai migranti come “viaggiatori”, come propone Shahram Khosravi, significa sottolineare l’arbitrarietà della “clandestinità” e tornare a quella violenza che soffoca la mobilità nonostante la sua centralità strutturale nella costruzione del mondo moderno negli ultimi cinquecento anni. Se spostassimo di 180° l’asse del tempo cronologico, potremmo addentrarci per setacciare i sedimenti e registrare le stratificazioni del passato nella continua costituzione del presente. Non si presume più che il tempo sia un flusso lineare verso il futuro né che il luogo sia solo un dato materiale fisso e stabile. Entrambi sono prodotti sociali e culturali. Ciò significa che possono essere riconfigurati per rispondere a coordinate e preoccupazioni diverse. In questo contesto, il migrante moderno è l’emblema del presente storico. Incontriamo tutte le dinamiche mutevoli, complesse e nascoste del tempo e dello spazio, esposta dal suo movimento e dalla sua incarnazione mobile dei confini e delle frontiere. Dalla resistenza di un movimento clandestino emerge la piattezza del tempo dell’ordine stabilito. Come figura fuori posto e instabile, il migrante diventa un’inquietante figura di Giano, sia nella sua ricerca di accesso al riconoscimento, ai diritti e alla cittadinanza, sia nel suo sfidare le premesse di tali linguaggi.Ogni giorno che passa, la sveglia ecologica, l’interruzione delle temporalità subalterne e la rivolta contro la subordinazione razziale del resto del mondo mettono in discussione lo scorrere del tempo occidentale e la misurazione estrattiva imposta dal suo orologio coloniale. Ciò incoraggia una sociologia più aperta, incerta e speculativa, mentre annuncia una storia più labile e sperimentale.Iain Chambers è uno scrittore e ricercatore indipendente. In passato ha insegnato studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo presso l’Università di Napoli L’Orientale. Le sue pubblicazioni includono Le molte voci del Mediterraneo (2007) e Mediterraneo Blues (2020). Con Marta Cariello ha pubblicato La questione mediterranea (2019). Nel 2022 è stato membro del collettivo «Jimmie Durham & A Stick in the Forest by the Side of the Road» che ha partecipato a Documenta Fifteen. Scrive regolarmente per il Manifesto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/


