il posto delle parole

livio partiti
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Feb 19, 2026 • 23min

Emiliano Ereddia "L'oltremondo"

Emiliano Ereddia"L'oltremondo"Alessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itIn un’Italia divenuta uno stato di polizia attraverso una serie di riforme della giustizia modellate su quelle tentate in Israele da Netanyahu, ogni dissidenza è intercettata, neutralizzata, patologizzata. A sorvegliare la nazione non è più il Parlamento, ma un governo guidato da un sistema di Intelligenze Artificiali.  Don, professore di storia allontanato dall’università per motivi politici e costretto dal governo a una cura farmacologica, si ritrova coinvolto in una rete clandestina di resistenza. E diventa il centro di tutto: anche di un attentato suicida da compiere durante un vertice del G9, dove i leader globali si riuniscono ospitati dal governo italiano sotto l’egida delle macchine. Chi l’ha progettato? Chi ne è il vero bersaglio? E Don, è una mente libera, un pazzo, o solo un corpo telecomandato?Emiliano Ereddia, siciliano, classe ’77,  è laureato in Scienze della Comunicazione e diplomato con merito alla Scuola Holden di Torino. Con il Saggiatore ha pubblicato il romanzo Le mosche (2021) e Il settimo cerchio (2024). Ha pubblicato racconti, tra le altre cose, nella rivista letteraria Nuovi Argomenti (2018) edita da Mondadori e nella raccolta Club Silencio (2022) di Edizioni Arcoiris. Ha firmato la sceneggiatura del film indipendente W Zappatore che nel 2011 ha vinto come miglior film al Brooklyn Film Festival. È creatore di Selfiesh, serie web premiata a novembre 2016 al Dublin Web Fest. È autore della newsletter settimanale Resoconti Terrestri e di programmi televisivi di ogni genere (MasterChef Italia, LOL Talent Show, Celebrity Hunted, The Traitors Italia, Grande Fratello e molti altri).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 19, 2026 • 14min

Luca Vitali "Annalena Tonelli. Più forte della morte" Rachel Pieh Jones

Luca Vitali"Annalena Tonelli. Più forte della morte"Rachel Pieh JonesEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itPer trent’anni, Annalena Tonelli (1943 - 2003) ha vissuto e lavorato nel Corno d’Africa tra le comunità più vulnerabili, curando migliaia di malati di tubercolosi, lottando contro l’HIV, difendendo i diritti di donne e bambini. Rifiutava la gloria e le etichette: né missionaria, né altro... Solo una presenza silenziosa e ostinata, disposta a tutto pur di servire. Questo libro ripercorre gli ultimi anni della sua vita, tra incomprensioni, sospetti, violenza e una fede incrollabile, fino all’ultima notte a Borama, quando venne uccisa all'interno del suo ospedale. Il ritratto intimo e potente di una donna che ha fatto della compassione la sua unica missione, e del silenzio la sua testimonianza più profonda.Rachel Pieh Jones è autrice di Pillars: How Muslim Friends Led Me Closer to Jesus e Stronger than Death: How Annalena Tonelli Defied Terror and Tuberculosis in the Horn of Africa. Ha scritto per il «New York Times», il «Christian Science Monitor», l’«Huffington Post» e «Runners World e Christianity Today». Nel 2003 si è trasferita in Somalia e dal 2004 al 2023 ha vissuto nel vicino Gibuti, dove assieme al marito gestivano una scuola.Luca Vitali, scrittore e teologo ha vissuto il suo ministero presso la periferia di San Paolo in Brasile. Da oltre vent’anni accompagna pastoralmente gruppi di giovani, parrocchie e percorsi di comunione missionaria in alcune diocesi. Per Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato, con Andra Dani, Preghiera e senso della vita. Parole, spazi, figure di un legame (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 19, 2026 • 23min

Chiara Moscardelli "Comprensorio Rossolago"

Chiara Moscardelli"Comprensorio Rossolago"Einaudi Editorewww.einaudi.itDa sempre impreparata a nuotare in quel mare in burrasca che è la vita, Olga Bellomo cerca di godersi un po’ di inaspettata tranquillità: sta cominciando a smantellare le barriere emotive che aveva costruito con tanta fermezza, e a far spazio poco alla volta a quei sentimenti che il padre le aveva insegnato a tenere lontani, anche quando questo significa dover rinunciare all’unico, vero amore che abbia mai avuto: il giornalista di nera Gabriele Pasca. La serenità però non dura a lungo. Il corpo di una donna viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell’autolavaggio. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a fatica, ma una donna ha assistito all’omicidio. Il killer l’ha vista e ora le dà la caccia. Per Olga è impossibile non investigare. Con l’aiuto dei suoi stravaganti amici, la ragazza si lancia in un’indagine che la costringerà a confrontarsi con vecchie storie di tradimenti e vendetta, fino a scoprire che la verità è spesso nascosta in dettagli che nessuno vuole guardare.Chiara Moscardelli ha pubblicato per Einaudi Volevo essere una gatta morta (2011), La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) (2013), Volevo essere una vedova (2019 e 2022), e, per la serie che ha come protagonista Olga Bellomo, La ragazza che cancellava i ricordi (2022 e 2024) e Comprensorio Rossolago (2025). Tra gli altri suoi libri, Quando meno te lo aspetti (2015), Volevo solo andare a letto presto (2016), Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (2018), Extravergine (2019), Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine (2020) e Teresa Papavero e i fantasmi del passato (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 18, 2026 • 25min

Lucio Coco "Italia" Lev Nikolaevič Tolstoj

Lucio Coco"Italia"Lev Nikolaevič TolstojNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itIntroduzione, traduzione e note di Lucio CocoDalla sterminata produzione letteraria di Lev Tolstoj in questo volume viene presentata per la prima volta in una edizione italiana una serie di sentenze morali, che l'autore stesso rubrica sotto il titolo di Regole di vita [Pravila žizni]. La loro composizione, che risale agli anni 1847-1854, testimonia la lunga gestazione che ebbe questo lavoro, segno che con esso Tolstoj stava redigendo non solo una raccolta di massime ma stava riflettendo sull'orizzonte etico che avrebbe ispirato tutta la sua vita e al quale si sarebbe conformata anche tutta la sua opera di scrittore.Lev Nikolaevič Tolstòj  (Jasnaja Poljana 1828-Astapovo 1910) è uno dei grandi autori non solo della letteratura russa ma di quella mondiale. Il sua fama è legata ai celebri romanzi Guerra e pace (1869), Anna Karenina (1877), Resurrezione (1899) e a diverse opere di ispirazione filosofica, pedagogica, religiosa e morale che ne hanno fatto non solo un campione di letteratura ma anche un maestro di vitaLucio Coco  è curatore di importanti edizioni di testi dei Padri della Chiesa quali Giovanni Crisostomo, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa. Si è inoltre interessato alla storia della spiritualità cristiana, approfondendo quella russa, nel cui ambito ha curato la prima edizione del Meterikon nella versio russica di Feofan Zatvornik (Mondadori) e dedicando particolare attenzione al fenomeno dello jurodstvo nella sua declinazione femminile con l'edizione delle Sante stolte della Chiesa russa (Città Nuova). Particolare attenzione ha dedicato allo studio della tradizione gnomologica cristiana greca approntando l'edizione delle Sentenze di Evagrio Pontico, delle Sentenze spirituali di Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita e delle Sentenze morali di Fozio (Olschki).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 18, 2026 • 18min

Federica Muzzarelli "C'è un tempo e un luogo" Silvia Camporesi

Federica Muzzarelli"C'è un tempo e un luogo"Silvia CamporesiCentro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.it“C’è un tèmpo e un luogo giusto pèrchè qualsiasi cosa abbia principio e finè…”dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter WeirLa mostra C’è un tempo e un luogo, che apre al pubblico sino al 29 giugno nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, è curata da Federica Muzzarelli, ed è dedicata al lavoro fotografico di Silvia Camporesi.Il titolo trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult intrisa di mistero e sospensione temporale, in cui i luoghi diventano protagonisti assoluti di una narrazione senza soluzione e nasce da una riflessione profonda sul concetto di frattura: tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente.Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi il tempo sembra arrestarsi e lo spazio si carica di un’ènèrgia ènigmatica. I luoghi – veri, alterati, ricostruiti o immaginati – non sono mai sèmplici soggètti, ma l’èsito visibilè di un procèsso più profondo: il viaggio, l’èspèriènza fisica è mèntalè dèll’artista attravèrso tèrritori gèografici, storici èd èmotivi.“Sono i luoghi i protagonisti indiscussi delle fotografie di Silvia Camporesi: veri, falsi, modificati, inventati, vissuti, stravolti o, invece, solo trovati. Ma questi luoghi, queste fotografie, sono il punto finale, l’esito oggettuale, di qualcosa di molto più importante e fondante per il suo lavoro di artista. Che è il percorso, l’esperienza, il viaggio attraverso e insieme a quei luoghi. Da La terza Venezia a Journey to Armenia, da Atlas Italie ad Almanacco Sentimentale e da Mirabilia all’Omaggio al Mattatoio, il lavoro di Silvia Camporesi rappresenta molto bene quella speciale e magica fusione tra l’espressione artistica e il bisogno autobiografico che la fotografia riesce a rendere in modo speciale. Un’attrazione verso quello che non sta dove dovrebbe stare, e che ti chiede di essere aiutato e sostenuto per essere reso ancora più strano e perturbante. In sostanza, quel segreto che sta dentro le cose, e che per questo non può che stare anche dentro l’anima della fotografia”, dichiara la curatrice Federica Muzzarelli, Profèssorèssa Ordinaria di Storia dèlla Fotografia prèsso il Dipartimènto dèllè Arti, Univèrsita di Bologna è coordinatricè dèl Cèntro di Ricèrca FAF (Fotografia Artè Fèmminismi).Il percorso espositivo, che si articola in cinque sezioni e riunisce cinque serie fondamentali rèalizzatè nèll’arco di quindici anni di attività: La terza Venezia, Journey to Armenia, Atlas Italiæ, Almanacco sentimentale e Mirabilia, contempla anche Omaggio al Mattatoio, opera che entrerà a far parte del neonato Archivio del Centro della Fotografia. Progetti diversi ma interconnessi, che testimoniano una pratica fotografica in equilibrio costante tra documento e finzione, rigore metodologico e libertà immaginativa.Dalla Vènèzia sospèsa è rèinvèntata, alla stratificazionè storica è umana dèll’Armènia; dai paesi abbandonati italiani, luoghi di memoria e cura, fino alla ricostruzione fotografica di eventi mai avvenuti o irrisolti e alle architetture visionarie di Mirabilia, Camporesi costruisce un atlante poetico in cui la fotografia diventa strumento di conoscenza, controllo e insieme di smarrimento.Al cèntro dèlla ricèrca èmèrgè l’idèa dèlla fotografia comè èspèriènza di fratturè: frattura temporale, che costringe passato e presente a coesistere; ontologica, tra verità e manipolazione; simbolica, tra apparenza e sostanza. In questa tensione si colloca una pratica artistica chè uniscè il bisogno autobiografico all’indaginè sul paèsaggio, trasformando l’immaginè in luogo di mèditazionè, silènzio è mistèro. Una riflèssionè sulla fotografia comè confine: tra vero e falso, naturale e artificiale, passato e presente. Le immagini mettono in discussione ciò che vediamo e ciò che crediamo di conoscere, invitando lo spettatore a rallèntarè lo sguardo è ad accèttarè l’incèrtèzza comè partè dèll’èspèriènza.C’è un tempo e un luogo è quindi un racconto per immagini che parla di memoria, fragilità e trasformazione. Una mostra che invita a perdersi nei luoghi e nei loro segreti, ricordandoci che, come nella fotografia, anche nella realtà esistono spazi e momenti che sfuggono a ogni spiegazione. La mostra restituisce una visione coerente e stratificata del lavoro di Silvia Camporesi, confermandone il ruolo centrale nel panorama della fotografia contemporanea italiana: una ricerca capace di rivelare, attraverso i luoghi, ciò che resta nascosto, fragile e indicibile.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e Musei.Accompagna la mostra un catalogo a cura di Cimorelli Editore.Silvia Camporesi (1973) laurèata in filosofia, utilizza i linguaggi dèlla fotografia è dèl vidèo. Nègli ultimi anni la sua ricèrca è dèdicata al paèsaggio italiano. Dal 2004 ha tènuto numèrosè mostrè pèrsonali è collèttivè in Italia è all’èstèro, vinto numèrosi prèmi è pubblicato divèrsi tèsti tra i quali Una foto è una foto è una foto, 2025, Einaudi, Torino o Romagna sfigurata, Sagèp, Gènova. Oltrè all’attivita artistica si intèrèssa alla ricèrca sullè tèndènzè dèlla fotografia contèmporanèa è tiènè workshop è confèrènzè in Italia. Suè opèrè sono prèsènti in collèzioni pubblichè è privatè in Italia è all'èstèro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 18, 2026 • 15min

Roberto Errichetti "Pedro"

"Pedro"Un cane scomparso, una speranza che resiste, la storia di un amore che salvaSperling & Kupferwww.sperling.itDopo la morte improvvisa del padre, il giovane Teo vive sospeso tra il peso delle responsabilità, la fatica quotidiana nel bar di famiglia e una tristezza che scava dentro senza fare rumore. Accanto a lui restano solo sua madre, una donna forte e fragile allo stesso tempo, e un vuoto che sembra impossibile da colmare. Finché un giorno, quasi per istinto, decide di adottare un cane. Non uno qualunque, ma uno come lui: timido, segnato, in cerca di una seconda possibilità. Così entra nella sua vita Pedro, un meticcio salvato dal canile. Pedro corre, aspetta, guarda. E resta. Insieme costruiscono una quotidianità fatta di piccoli gesti, di fiducia reciproca, di presenza e ascolto. Un miracolo che sembra finalmente rimettere ordine nel caos, che diventa una cura. Ma un giorno Pedro scompare. Da quel momento inizia una corsa disperata attraverso Roma e la sua periferia. La città fa da sfondo e da specchio: quartieri, parchi, notti insonni, incontri che tengono insieme i frammenti di un'esistenza. Cercando Pedro, Teo è costretto a guardare in faccia il dolore, l'amore e il rischio che comporta affidarsi a qualcuno. Una ricerca che toglie il respiro, un viaggio emotivo che diventa una resa dei conti con il passato, con le paure più profonde e con l'idea stessa di speranza. Perché perdere Pedro significa rischiare di perdere di nuovo tutto.Roberto Errichetti è nato a Roma nel 1973. Conosciuto con lo pseudonimo di Teo, è un cantautore, rapper e interprete cresciuto artisticamente alla scuola poetica di Franco Califano. Nel suo percorso personale ricco di collaborazioni e contaminazioni, fonde musica e scrittura in un linguaggio intimo e autentico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 18, 2026 • 22min

Alessandro Angelini "Roma Seicento. La scultura"

Alessandro Angelini"Roma Seicento"La sculturaOfficina Librariawww.officinalibraria.netQuando si pensa alla scultura del Seicento a Roma vengono subito in mente le celebri opere di Gian Lorenzo Bernini: dall’Estasi di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria alle celebri opere della Galleria Borghese, Apollo e Dafne, il David, il Ratto di Proserpina... Il concetto stesso di Barocco romano s’identifica con il suo nome, ma altri grandi scultori contribuirono a rendere estremamente sfaccettato e complesso il panorama straordinario della statuaria a Roma di quegli anni. Il percorso prende le mosse dalla produzione scultorea dei primi decenni del secolo, rappresentata da diverse personalità e da un accentuato cosmopolitismo, che tende poco dopo a polarizzarsi attorno alle figure di Bernini, Alessandro Algardi e François Duquesnoy. A un nuovo modo di confrontarsi con l’antico si accompagna una vigorosa tendenza al colorismo di matrice veneziana e una ricerca di effetti e toni di sorprendente originalità, analizzate attentamente in una lunga introduzione al volume che ambisce a essere una vera e propria guida della città. Questo libro espone, in modo lineare e secondo una serrata successione cronologica, quei fatti storico-artistici grazie a numerose tavole a colori, aggiornati apparati e una mappa di Roma in cui ritrovare le opere dettagliatamente analizzate in agili schede di approfondimento.Alessandro Angelini (Siena, 1958), laureatosi con Giovanni Previtali, è professore ordinario in Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Siena. I suoi interessi si sono concentrati per lo più sulla pittura del Rinascimento a Siena e in Toscana e sulla scultura del Seicento a Roma. Tra le sue pubblicazioni Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena (1998); Bernini (1999); Pio II e le arti. La riscoperta dell’antico da Federighi a Michelangelo (2005); Piero della Francesca (2014). Nel 2022 ha co-curato la mostra urbinate su Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti. Fa parte della redazione della rivista «Prospettiva». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 17, 2026 • 21min

Giacinta Cavagna di Gualdana "Bella Milano"

Giacinta Cavagna di Gualdana"Bella Milano"70 luoghi noti e meno noti da scoprireHoepli Editorewww.hoeplieditore.itMilano non è solo traffico e vetrine, è una città che si rivela nei dettagli. Che tu sia alla tua prima volta in città o che Milano sia già casa tua, queste pagine ti invitano a fermarti, osservare e, magari, sorprenderti nel pensare: “Ma va che Bella Milano!”Bella Milano è un invito a guardare la città con occhi nuovi, con un passo più lento e lo sguardo un po’ più in su.Il libro è una lunga passeggiata dai capisaldi dell’architettura e dell’arte alle tracce più discrete della Milano quotidiana, tra cortili, chiese, botteghe e angoli urbani che spesso passano inosservati.Le fotografie di Emanuela Roncari di @milanosecrets accompagnano ogni tappa di questa guida.Giacinta Cavagna di Gualdana, storica dell’arte, docente presso l’Università degli Studi di Milano, svolge ricerche sulle arti decorative del Novecento. Da sempre affascinata dalla storia di Milano, cui ha dedicato diversi libri, organizza visite guidate alla scoperta della città e dei suoi capolavori attraverso itinerari inconsueti. La fabbrica delle tuse (2023), il suo esordio nella narrativa, ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico. Nel 2025 ha pubblicato Un milione di scale, sempre per Neri Pozza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 17, 2026 • 22min

Gabriella Bruna Zarri "Le sante vive"

Gabriella Bruna Zarri"Le sante vive"Cultura e religiosità nella prima età modernaRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itIl 7 giugno 1500 un cronista ferrarese annotava l’arrivo in città di “una suora sancta viva che si dicea che ogni giorno era comunicata per l’angelo”. Da questa testimonianza prende forma la ricerca sulle “sante vive”, donne in fama di santità che, tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, divennero figure di riferimento per principi e signori in un’Italia attraversata da guerre e crisi politiche. Nelle corti rinascimentali la profetessa di corte finisce per sostituire l’astrologo, offrendo ai “principi nuovi” una legittimazione carismatica e popolare. Il libro ricostruisce la funzione religiosa, politica e sociale di quattordici donne dotate di doni profetici e taumaturgici, attraverso leggende agiografiche e un ampio repertorio di fonti documentarie e iconografiche.Questa seconda edizione si arricchisce di una nuova introduzione e di un aggiornamento bibliografico che mette in luce la fortuna critica dell’opera: la categoria di “sante vive” è oggi impiegata per indagare figure affini in Spagna e in altre aree d’Europa.Gabriella Bruna Zarri è stata professore ordinario di Storia moderna ed ha insegnato nelle Università di Bologna, Udine e Firenze ed è membro eletto dell’Accademia Fulginia di Lettere Scienze e Arti di Foligno. Considerata tra i primi e più noti studiosi italiani di storia religiosa, tra le sue pubblicazioni si ricordano Libri di spirito. Editoria religiosa in volgare nei secoli XV-XVII (Rosenberg & Sellier, 2009) e Figure di donne in età moderna. Modelli e storie (Edizioni di storia e letterature, 2017).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Feb 17, 2026 • 17min

Matteo Cavezzali "I fratelli Meraviglia"

Matteo Cavezzali"I fratelli Meraviglia"Mondadori Editorewww.mondadori.itAlfredo e Franco crescono negli anni Trenta, in una Romagna che sa di campagna e di mare, quasi ignari del mondo in cui si sono trovati a vivere, tra le marce fasciste, la scuola autoritaria, l’echeggiare lontano di oscure minacce, dentro i giorni scanditi dai giochi, dal pane con la marmellata, e dalla voce di una madre che raccomanda alla famiglia di rimanere unita: «Un ramo solo si rompe, ma tutti insieme no». Alfredo e Franco sono tanto diversi quanto inseparabili. Uno discreto, silenzioso, sognatore; l’altro inquieto, coraggioso, ribelle. Quando arriva la guerra la loro infanzia finisce, risucchiata dal caos. Alfredo sembra scomparire nel nulla, il fratello vuole ritrovarlo, a qualsiasi costo. L’Europa è in fiamme, tra massacri e macerie. Solo un sentimento di giovane e spavalda risolutezza può guidare Franco alla ricerca del suo sangue in mezzo al sangue di tanti. I fratelli Meraviglia attraversa la storia italiana ed europea per raccontare ciò che la Storia non sa dire: la forza del legame tra due fratelli quando il mondo sembra non avere più voce. Un romanzo sulla memoria, sulla fratellanza, sull’amore e sul coraggio di restare umani.Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) ha scritto romanzi e saggi, tra cui Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018; premio Volponi), Nero d’inferno (Mondadori, 2019; premio Comisso), Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021), A morte il tiranno (HarperCollins, 2021) e Il labirinto delle nebbie (Mondadori, 2022). I suoi testi teatrali sono raccolti in Teatro (Cue Press, 2024). È ideatore e direttore di ScrittuRa Festival e della scuola di narrazione Invèl a Ravenna. È autore di podcast docu-narrativi per Radio Rai.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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