
il posto delle parole Silvano Costanzo "Le stelle di Big Three"
Mar 30, 2026
17:17
Silvano Costanzo
"Le stelle di Big Three"
Neos Edizioni
www.neosedizioni.it
Un romanzo “fantascientifico” ambientato tra Amsterdam, Parigi, Torino, Malta e lo spazio: forse l’unica speranza per l’umanità orbita intorno alla Terra?
Cosa accomuna il disegnatore olandese Pieter Böhm con il Santo, con il Professore e con il Mago? Tutto ha inizio con un logo commerciale disegnato su una T-shirt, un disegno ispirato a “Big Three”. Una creatura enigmatica e miracolosa, dotata di straordinarie capacità taumaturgiche, che compare fugacemente in vari luoghi della Terra. Un alieno dall’aspetto bizzarro, con tre gambe zoccolate, un carapace sull’addome, due braccia che terminano con delle chele, una coda e una testa retrattile con una dozzina d’occhi. “La prima volta che comparve era un venerdì. Per la precisione, era il terzo venerdì di aprile, giorno della grande fiera di San Giorgio di Nicomedia, l’uccisore di draghi. Da dove fosse spuntato, nessuno fu mai in grado di dirlo”. Grazie al successo straordinario di quel logo, la Big Three Corporation diventa una multinazionale in grado di dominare l’intero pianeta.
Pieter Böhm vorrebbe far progredire l’umanità, liberandola da fame e malattie, e per questo realizza le “stelle”, 33 stazioni orbitanti intorno alla Terra, dove forse è possibile creare una nuova società, ma tutti suoi progetti visionari si concludono con disastri e fallimenti.
“Le stelle di Big Three” è, apparentemente, un romanzo di fantascienza, in realtà è un racconto visionario e ironico che parla di noi, attraverso un’allegoria della società in cui viviamo, con i suoi orrori, le sue meschinità, le sue intuizioni e le sue speranze. Senza rendersene conto, semplicemente usando le sue mani, dotate del potere di guarire e dare la vita ma anche di toglierla, Pieter Böhm non cambierà il mondo ma finirà per consegnarlo ad “altri”.
Spiega l’Autore: «Le intenzioni di Pieter sono buone. Vorrebbe mettere a frutto l’enorme potere economico di cui dispone per migliorare la qualità della vita degli esseri umani, ma qualcosa va storto. Le persone che si è scelto come collaboratori non pensano-come lui-al bene comune, ma solo al potere personale e al profitto e Pieter è costretto a fuggire e a nascondersi per salvare la sua stessa vita. Cambia varie volte identità e si sposta in vari Paesi. Durante questo suo peregrinare trova rifugio anche a Torino. Qui, per darsi una copertura, rileva una libreria situata all’interno di una galleria ottocentesca, con il tetto di vetri policromi. È una sorta di salotto nel centro della città, che ospita ristoranti, caffè, esposizioni d’arte, sale cinematografiche. Il via vai di visitatori è continuo il che consente a Pieter di incontrare varie persone senza destare sospetti. Operando da quella sua libreria, infatti, Pieter sta cercando di costituire un’organizzazione in grado di contrastare la “cupola” che si è impadronita del pianeta. È un’impresa difficile perché i nuovi signori del mondo controllano tutto ciò che accade dall’alto delle stelle sulle quali vivono, cioè da una costellazione di trentatré satelliti artificiali che ruotano intorno alla Terra. Nonostante le difficoltà, alla fine Pieter sembra riuscire nel suo intento e, dopo che la “cupola” è stata sgominata, si lancia in una nuova avventura con l’obiettivo di creare finalmente un mondo davvero più giusto, in cui la ricchezza sia equamente divisa. Ma anche questa volta non tutto va per il verso giusto».
Silvano Costanzo è giornalista, scrittore, artista e fotografo. È nato a Balzola (AL) nel 1948 e vive a Torino. Come giornalista ha lavorato per molti anni a “Stampa Sera” e a “La Stampa”. Storico e romanziere, ha fondato a Torino due gallerie d’arte - centri culturali (Spaziobianco e Officina 500) che, a partire dal 2011, hanno ospitato più di cinquanta mostre di respiro internazionale, convegni, dibattiti, piccoli concerti e spettacoli teatrali. Come artista ha esposto le sue opere (installazioni, dipinti, fotografie) in numerose città.
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IL POSTO DELLE PAROLE
ascoltare fa pensare
https://ilpostodelleparole.it/
"Le stelle di Big Three"
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Un romanzo “fantascientifico” ambientato tra Amsterdam, Parigi, Torino, Malta e lo spazio: forse l’unica speranza per l’umanità orbita intorno alla Terra?
Cosa accomuna il disegnatore olandese Pieter Böhm con il Santo, con il Professore e con il Mago? Tutto ha inizio con un logo commerciale disegnato su una T-shirt, un disegno ispirato a “Big Three”. Una creatura enigmatica e miracolosa, dotata di straordinarie capacità taumaturgiche, che compare fugacemente in vari luoghi della Terra. Un alieno dall’aspetto bizzarro, con tre gambe zoccolate, un carapace sull’addome, due braccia che terminano con delle chele, una coda e una testa retrattile con una dozzina d’occhi. “La prima volta che comparve era un venerdì. Per la precisione, era il terzo venerdì di aprile, giorno della grande fiera di San Giorgio di Nicomedia, l’uccisore di draghi. Da dove fosse spuntato, nessuno fu mai in grado di dirlo”. Grazie al successo straordinario di quel logo, la Big Three Corporation diventa una multinazionale in grado di dominare l’intero pianeta.
Pieter Böhm vorrebbe far progredire l’umanità, liberandola da fame e malattie, e per questo realizza le “stelle”, 33 stazioni orbitanti intorno alla Terra, dove forse è possibile creare una nuova società, ma tutti suoi progetti visionari si concludono con disastri e fallimenti.
“Le stelle di Big Three” è, apparentemente, un romanzo di fantascienza, in realtà è un racconto visionario e ironico che parla di noi, attraverso un’allegoria della società in cui viviamo, con i suoi orrori, le sue meschinità, le sue intuizioni e le sue speranze. Senza rendersene conto, semplicemente usando le sue mani, dotate del potere di guarire e dare la vita ma anche di toglierla, Pieter Böhm non cambierà il mondo ma finirà per consegnarlo ad “altri”.
Spiega l’Autore: «Le intenzioni di Pieter sono buone. Vorrebbe mettere a frutto l’enorme potere economico di cui dispone per migliorare la qualità della vita degli esseri umani, ma qualcosa va storto. Le persone che si è scelto come collaboratori non pensano-come lui-al bene comune, ma solo al potere personale e al profitto e Pieter è costretto a fuggire e a nascondersi per salvare la sua stessa vita. Cambia varie volte identità e si sposta in vari Paesi. Durante questo suo peregrinare trova rifugio anche a Torino. Qui, per darsi una copertura, rileva una libreria situata all’interno di una galleria ottocentesca, con il tetto di vetri policromi. È una sorta di salotto nel centro della città, che ospita ristoranti, caffè, esposizioni d’arte, sale cinematografiche. Il via vai di visitatori è continuo il che consente a Pieter di incontrare varie persone senza destare sospetti. Operando da quella sua libreria, infatti, Pieter sta cercando di costituire un’organizzazione in grado di contrastare la “cupola” che si è impadronita del pianeta. È un’impresa difficile perché i nuovi signori del mondo controllano tutto ciò che accade dall’alto delle stelle sulle quali vivono, cioè da una costellazione di trentatré satelliti artificiali che ruotano intorno alla Terra. Nonostante le difficoltà, alla fine Pieter sembra riuscire nel suo intento e, dopo che la “cupola” è stata sgominata, si lancia in una nuova avventura con l’obiettivo di creare finalmente un mondo davvero più giusto, in cui la ricchezza sia equamente divisa. Ma anche questa volta non tutto va per il verso giusto».
Silvano Costanzo è giornalista, scrittore, artista e fotografo. È nato a Balzola (AL) nel 1948 e vive a Torino. Come giornalista ha lavorato per molti anni a “Stampa Sera” e a “La Stampa”. Storico e romanziere, ha fondato a Torino due gallerie d’arte - centri culturali (Spaziobianco e Officina 500) che, a partire dal 2011, hanno ospitato più di cinquanta mostre di respiro internazionale, convegni, dibattiti, piccoli concerti e spettacoli teatrali. Come artista ha esposto le sue opere (installazioni, dipinti, fotografie) in numerose città.
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