il posto delle parole

livio partiti
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Sep 12, 2025 • 21min

Salvatore Falzone "Il sale dei morti"

Salvatore Falzone"Il sale dei morti"Neri Pozzawww.neripozza.itErnesto Vassallo ha sempre amato la valle del sale, chiamata così per via della miniera dismessa, ormai solo un groviglio di ferraglia arrugginita e calce sbrecciata che il sole del tramonto infiamma sul fianco della collina bianca. Nei tanti anni trascorsi lontano dalla Sicilia, lontano dal paese di T., era questo uno dei luoghi, con i suoi boschi di eucalipti odorosi, a cui sognava di tornare. Eppure adesso, accanto alla recinzione rugginosa, a terra, c’è il corpo di un uomo, sul volto l’espressione da soldato caduto in battaglia. Un uomo cui Ernesto era legato e che ora ha trasformato per sempre la sua miniera in un sepolcro muto. Appena una manciata di giorni prima, nel centro per immigrati dove presta servizio come medico volontario, il suo sguardo aveva incrociato gli occhi verdi di Youssef. Il giovane gli aveva raccontato con nostalgia della sua vita in Marocco, lui che era giardiniere ma anche poeta. E così al medico era parso naturale affidargli la cura delle sue piante, per quel senso di sfrontata intimità malgrado le evidenti differenze tra loro. Una mattina Youssef non si era presentato, ed Ernesto aveva ripensato subito, con un brutto presentimento, alle due parole sussurrate dal giovane il giorno prima. Ho paura. Se solo avesse chiesto, cercato di capire, forse Youssef sarebbe ancora vivo. Ma la morte di un immigrato non è certo la priorità per nessuno a T., non per il commissariato, non per la stampa, non per politici e politicanti. Ernesto è solo a cercare la verità, a muoversi su un percorso a ostacoli di corruzione e omertà. L’ossessione di rendere giustizia a chi non pensava di averne diritto riapre ferite del passato, diventa una questione di sopravvivenza. Come il colibrì che porta una goccia d’acqua nel becco verso l’incendio, sarà una rivoluzione, piccola ma straordinaria.La porta dell’istituto era spalancata ma il corridoio vuoto. Forse dormivano tutti, anche Youssef, pensò Ernesto, e si sentì quasi ridicolo per quell’apprensione. Tuttavia decise di entrare. «Youssef?» chiese a un uomo sui quaranta, un nordafricano a giudicare dai tratti. Quello alzò le spalle. «Dorme?» L’uomo scosse il capo.Salvatore Falzone è nato nel 1984 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove vive ed esercita la professione di avvocato. È autore del noir Piccola Atene (Barion-Mursia), finalista al Premio Sciascia 2014. Giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano la Repubblica. Ha scritto, tra le altre, le biografie romanzate Fuga verso la croce. La missione di Francesco Spoto in Congo (San Paolo), Toniolo senza baffi. Una biografia del maestro dei cattolici italiani (Ecra) e Un eroe da dimenticare. Attorno al mistero di Antonio Canepa (Rubbettino). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 12, 2025 • 18min

Luciano Canova "Capacità"

Luciano Canova"Capacità"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaDomenica 21 settembre, ore 10:00Luciano CanovaCapacitàCome le politiche educative possono migliorare salute e libertàQual è il ruolo dell’istruzione nel rafforzamento delle istituzioni e nel miglioramento della qualità della vita? Questa lezione riflette sul legame tra accesso all’istruzione e sviluppo delle capacità individuali e collettive, analizzando i dati globali per presagire tendenze future in termini di salute, libertà e coesione sociale.Luciano Canova insegna Economia comportamentale presso la Scuola Enrico Mattei e ha collaborato con l’Università Bocconi e l’Università di Pavia. È promotore di progetti di educazione economica e finanziaria rivolti a scuole e cittadinanza. Ha sviluppato la sua attività di ricerca intorno all’economia comportamentale, all’economia della felicità, alla teoria delle decisioni e all’uso dei big data per l’analisi del benessere. I suoi studi si concentrano in particolare sull’intersezione tra scienze economiche e scienze cognitive, con attenzione al ruolo delle emozioni nei processi decisionali, alla misurazione empirica della qualità della vita e alla dimensione narrativa della razionalità economica. Accanto all’attività accademica, conduce un’intensa opera di divulgazione, in cui combina cultura pop, storytelling e strumenti scientifici per rendere accessibili le dinamiche dell’economia contemporanea. Collabora con testate come “Il Sole 24 Ore”. Tra i suoi libri: Pop Economy (Milano 2015); Il metro della felicità (Milano 2019); Favolosa economia. Le fiabe che ci insegnano a scegliere (Novara 2021); L’elefante invisibile. Come affrontare l'inatteso ed evitare di esserne travolti (Milano 2022); L’economista sul tapis roulant. Come allenarsi con le parole dell’economia (Milano 2023); Un pizzico di economia (con Giovanna Paladino, Milano 2024); Economia dell’ottimismo. Perché la speranza evita il fallimento delle nazioni (Milano 2025).Luciano Canova"Economia dell’ottimismo"Perché la speranza evita il fallimento delle nazioniIl Saggiatorewww.ilsaggiatore.comEconomia dell’ottimismo ci mostra quanto una visione carica di fiducia nel domani sia stata cruciale nella storia del pensiero economico e come possa ancora esserlo per noi e il nostro pianeta. Quella di Luciano Canova è una riflessione teorica e pragmatica sulle scelte umane e sulle loro conseguenze: perché, come ci dimostrano le innovazioni del XX secolo, è quando agiamo convinti di poter modificare la realtà in positivo che otteniamo miglioramenti duraturi per tutti. Se si guarda al mondo di oggi, pur con tutte le sue diseguaglianze e le sue crisi, non si può certo dire che non siano avvenuti progressi anche solo rispetto a mezzo secolo fa: calo vertiginoso della mortalità infantile, aumento costante dell’alfabetizzazione, diminuzione globale della povertà. Partendo da una smentita sia del pensiero nostalgico che porta a idealizzare il passato sia di quello apocalittico che dipinge un futuro a tinte fosche, Canova ci spinge a guardare con fiducia agli strumenti economici che stiamo mettendo in campo per portare il mondo su una strada di sostenibilità ambientale e pace sociale. Muovendosi tra economia, scienze comportamentali e psicologia, e attingendo alle riflessioni di premi Nobel come Esther Duflo o Amartya Sen, oltre che agli studi di Paul Romer e Erik Angner, questo libro invita ognuno di noi, nel proprio piccolo, ad accettare consapevolmente il rischio: a innovare, ad accogliere l’incertezza e a fronteggiare gli imprevisti, rimanendo in guardia contro i pericoli dati dall'eccesso di fiducia in se stessi e dai bias di conferma che ci portano a ignorare i problemi fino a quando non ci travolgono. Una prospettiva inedita, che non sminuisce i grandi problemi di oggi – il cambiamento climatico su tutti –, ma che afferma a gran voce che solo riconoscendoli e proiettandoci oltre di essi con positività potremo trovare soluzioni creative e realmente efficaci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 12, 2025 • 19min

Paolo Morelli "La vera vita di Margarito d'Arezzo, artista"

Paolo Morelli"La vera vita di Margarito d'Arezzo, artista"Exòrma Edizioniwww.exormaedizioni.comsDel duecentesco Margarito d’Arezzo si sa poco o niente. Il Vasari nel suo famoso trattato lo chiama Margaritone; si sa che è figlio di un tal Magnano, fabbro, e che è un pittore, anzi, il più importante pittore aretino dell’epoca, “un incantevole caposcuola” secondo il grande studioso Roberto Longhi.Una vera biografia inventata di sana pianta: scenari e ritratti, amici e colleghi, famigliari, personaggi pubblici e cronache private; i dubbi, le infelicità e le gioie, le crisi, gli incontri con i grandi dell’epoca, e su tutti san FrancescoQuel giorno di alcuni anni fa, per l’autore comincia un viaggio nell’Arezzo del XIII secolo durante il quale scrivere un libro che con l’influenza francescana di Margarito diventerà una prova, un esercizio spirituale di fraternità con il mondo.La tavola dipinta che ha davanti recita: Margaritus de Aritio me fecit.Di fronte a quel ritratto di san Francesco dall’estetica all’apparenza primitiva Paolo Morelli rimane stregato; gli sembra incredibile che non si sappia nulla del suo artefice. Mentre contempla il dipinto, la persona dell’artista prende vita. Come un cronista medievale il narratore assiste a tutto quello che accade a Margarito, dai primi vagiti alla morte. Comincia a scriverne con una lingua mimetica, una lingua che rende possibile la veridicità, che gli cresce man mano sotto le dita, dettata dalla necessità.Segue la via di Margarito, dall’amicizia con Restoro d’Arezzo (autore del primo trattato di scienza in volgare) alla prima rivelazione nella grotta dove Francesco ebbe le stimmate, alle altre scoperte sui meccanismi del tempo e la sua “visibilità”. Lo segue negli incontri con un annoiato Federico II e uno scapestrato Guittone, con l’allievo Pietro Cavallini e papa Gregorio X, e quella volta che adottando un corvo scopre i presentimenti di morte. Fin quando l’arrivo del Cimabue sconvolge gli ordini artistici e morali e lo mette in crisi, si ribella alle leggi divine e umane, eppure realizza il suo capolavoro.Paolo Morelli (1951) è nato e vive a Roma. Tra i suoi libri Vademecum per perdersi in montagna (nottetempo, 2003), Er Ciuanghezzù ( nottetempo, 2004), Caccia al cristo (DeriveApprodi, 2010), Il trasloco (nottetempo, 2010), Racconto del fiume Sangro (Quodlibet, 2013), L’arte del fallimento (Sossella, 2014). È nell’antologia La terra della prosa (a cura di A. Cortellessa) e in 12 Apostati (Damiani, 2015). Da anni studia la lingua e la cultura cinese. Ha tradotto Pseudo-Omero, Zhuang Zi, Lao Zi, Poe, Rabelais (Predizioni pantagrueline per l’anno perpetuo, Edizioni di Passaggio, 2012). Come performer ha curato gli spettacoli Animali Parlanti, Jazzcéline, varie edizioni di Parentele Fantastiche, A passo di Walser nel senso di Robert (con il musicista Roberto Bellatalla) e nel 2015 la serie di Letture strampalate.Con Exorma ha pubblicato Né in cielo né in terra (2016), Ridondanze (2022) e La vera storia di Margarito d’Arezzo, artista (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 12, 2025 • 34min

Sara Kaminski "Il palazzo dell'ebraico"

Sarah Kaminski, Maria Teresa Milano"Il palazzo dell'ebraico"Claudiana Editricewww.claudiana.itQuesto libro racconta di illustri protagonisti di cammini e di snodi culturali e artistici nella millenaria storia del popolo ebraico e fantastica sull’incontro virtuale di personaggi storici e mitologici, uniti da un comune denominatore: la lingua ebraica. Il palazzo dell’ebraico sorge in un giardino e ha un’ampia terrazza sul tetto in cui si celebrano le feste. A ogni piano, dietro ogni porta, troviamo storie personali e collettive di epoche e geografie diverse, che conducono il lettore alla conoscenza di una lingua arcaica e, allo stesso tempo, in continuo divenire. Dal Re Salomone alle poetesse israeliane dell’ultimo secolo, passando per Rashi, Rabbi Nachman di Breslav, il Dybbuk e il padre dell’ebraico contemporaneo Eliezer Ben Yehuda, il testo offre un patrimonio di parole e di pensieri, che ha ispirato ogni arte, dal klezmer dei villaggi esteuropei all’America di Woody Allen."L’ebraico è una lingua viva e antica di tremila anni, che ha percorso itinerari imprevedibili, sacri e profani ed è stata la linfa culturale di un gran numero di comunità nel mondo. Lungo i secoli le persone hanno scritto, parlato, sognato e cantato in ebraico; i redattori della Bibbia, i maestri e i pensatori hanno creato un universo di parole e di immagini che qui si incontrano aldilà del tempo, in un intreccio di suggestioni, facendo incontrare gli antichi testi sacri, le esegesi rabbiniche e le narrazioni contemporanee, con un tocco di poesia e un guizzo d’ironia».Sarah Kaminski,israeliana, di lingua madre polacca, lingua dei nonni yiddish, lingua della vita ebraico e italiano. Ha studiato letteratura, arte e didattica della Shoah, è traduttrice, esperta di civiltà israeliana e cucina ebraica.Maria Teresa Milano,ebraista, scrittrice e musicista. Ama la montagna, la musica, i libri e il cinema e ha sempre una valigia a portata di mano, pronta a partire per scoprire nuovi angoli di mondo e nuove lingue.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 13min

Maurizio Liberti "Libri a Castello"

Maurizio Liberti"Libri a Castello"Racconigi (Cuneo)Si terrà dal 14 al 17 settembre la terza edizione di “Libri a Castello”, rassegna letteraria ospitata all’interno della residenza sabauda di Racconigi. La kermesse si svilupperà in quattro serate - tutte a ingresso gratuito - organizzate dal Comune di Racconigi, dal Gruppo di Lettura Carmagnola e dal Lions Club Racconigi, in collaborazione con le Residenze Reali Sabaude – Direzione regionale Musei nazionali del Piemonte. In apertura, domenica 14, è prevista una novità: andrà infatti in scena uno spettacolo teatrale, dedicato alle pagine più celebri della grande Letteratura italiana, con l’attore Matthias Martelli - considerato l’erede indiscusso del teatro giullaresco - affiancato da due jazzisti d’eccezione, Mattia Basilico al sax e Alessandro Gwis al pianoforte. Quindi, negli appuntamenti a seguire, tre presentazioni di libri con altrettante autrici di fama nazionale: Lella Costa con “Se non posso ballare non è la mia rivoluzione” (lunedì 15); Chiara Francini con “Le querce non fanno limoni” (martedì 16) e Concita De Gregorio con “Di madre in figlia” (mercoledì 17). Le ospiti, dopo aver dialogato a partire dalle proprie opere, si renderanno disponibili per il firma-copie a fine incontro.  Tutte le serate si svolgeranno nel cortile antistante il Castello di Racconigi a partire dalle ore 21. In caso di maltempo si terranno sotto l’Ala Mercatale Eventi, in via Carlo Costa 11, con accesso fino ad esaurimento posti. Non è prevista la prenotazione. Nei quattro giorni di “Libri a Castello” 2025 è prevista, inoltre, l’apertura straordinaria serale della residenza sabauda, con visite accompagnate a “Storie del mondo in castello” dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22). Informazioni allo 0172-84005. Il manifesto ufficiale dell’edizione 2025 è stato realizzato dal noto artista Marco Cazzato, illustratore dallo stile intimo e profondo, in collaborazione con la galleria Caracol Art Gallery di Torino. La voce ufficiale dell’evento è quella di Roberta Belforte, attrice di teatro, cinema e tv. La rassegna ha il patrocinio della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo; è organizzato in collaborazione con il Castello di Racconigi, Le Terre dei Savoia, Confindustria Cuneo, l’Azienda Turistica Locale del Cuneese, RacconigiAttiva e RacconigIncentro e grazie al contributo di Banca di Cherasco, Profilmec Group, Generali Assicurazioni - Ufficio di Racconigi, ATL Cuneese, Camera di Commercio di Cuneo e Pasta Berruto. Per ulteriori informazioni e contatti visitare la pagina Facebook “Gruppo di Lettura Carmagnola” o il sito www.gruppodilettura.net; scrivere all’indirizzo email gdlcarmagnola@gmail.com oppure chiamare il numero 392-5938504. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 18min

Umberto Curi "Insegnare a pensare"

Umberto Curi"Insegnare a pensare"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, CarpiVenerdì 19 settembre, ore 20:30Umberto CuriInsegnare a pensareUn’educazione kantiana alla riflessione criticaIn che modo l’educazione filosofica può formare la riflessione critica? Questa lezione prende le mosse da uno dei testi meno noti di Kant, che distingue tra il semplice insegnare pensieri e l’insegnare a pensare, per approfondire come tale distinzione possa orientare la didattica ancora oggi e alimentare la libertà di giudizio come scopo ultimo della formazione. Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova. Ha insegnato anche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Ha diretto la Fondazione culturale Istituto Gramsci-Veneto ed è stato membro del Consiglio direttivo della Biennale di Venezia. Nelle sue ricerche si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di mythos e logos, amore, guerra, verità, con particolare attenzione per la tragedia e il mito dell’antica Grecia. Nei suoi scritti, ha indagato anche la nozione filosofica di pena e le parole della cura, dedicando, inoltre, studi al rapporto tra il cinema e la filosofia, la poesia e le forme di narrazione contemporanee, il sogno e la realtà. Tra i suoi libri: Straniero (Milano 2010); Via di qua. Imparare a morire (Torino 2011); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Film che pensano. Cinema e filosofia (Milano 2020); Parola ai film (con Bartolo Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); La morte del tempo (Bologna 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021); Parlare con Dio. Un’indagine fra filosofia e teologia (Torino 2024); Padre e re. Filosofia della guerra (Roma 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 18min

Massimiliano Bellavista "Malaparte proibito"

Massimiliano Bellavista"Malaparte proibito"Betti Editricewww.betti.itMalaparte proibito è un libro originale su uno scrittore di cui si è detto e scritto molto e che si propone tre scopi. Il primo, grazie ai documenti inediti dell’archivio Cioli, è quello di approfondire alcuni aspetti della vita privata dello scrittore, soprattutto nella fase cruciale dei primi anni trenta. Il secondo, di diffondere presso le nuove generazioni il valore della sua testimonianza e della sua scrittura, ambedue oggigiorno paradossalmente più apprezzate all’estero che in Italia. Il terzo e ultimo scopo è quello di rivelare alcuni lati peculiari del suo rapporto con la Toscana e, in particolare, con la provincia senese nel periodo della lavorazione de Il Cristo proibito, suo unico e pluripremiato film, di cui fu regista. Dalla penna di Massimiliano Bellavista un Malaparte intimo e “proibito” perché fuori dagli stereotipi e dalle etichette.Massimiliano Bellavista è docente universitario presso l'Università di Siena, giornalista, scrittore e blogger di thenakedpitcher.com. Esperto di letteratura breve, i suoi romanzi e racconti sono tradotti in inglese, francese e spagnolo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 11min

Francesco Viliani "Le piccole e grandi cose della scuola"

Francesco Viliani, Francesca Dafne Vignaga"Le piccole e grandi cose della scuola"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.itTesti di Francesco VilianiIllustrazioni di Francesca Dafne VignagaUn libro che racconta la scuola, fatta di cose piccole che nascondono cose grandissime. Dalla A di astuccio alla Z di zaino, un inventario alfabetico per raccontare tutto quello che rende la scuola un posto unico. Ogni voce è un gesto, un oggetto, un rituale che si trasforma in emozione: piccole cose che parlano di scoperte, relazioni, crescita.Dopo Ci sono maestre, ci sono maestri, Francesco Viliani e Francesca Dafne Vignaga tornano in classe con un albo illustrato delicato e ricco di poesia. Un libro che guarda alla scuola con occhi affettuosi e profondi, attraverso testi brevi e intensi, perfetti da leggere ad alta voce, e illustrazioni piene di dettagli da osservare insieme.Un libro pensato per le bambine e i bambini che si affacciano per la prima volta alla primaria e per quelli che la frequentano già, ma anche per chi li accompagna lungo il sentiero della scuola – insegnanti, educatori, genitori – con cura e consapevolezza.Un volume ideale per il ritorno tra i banchi, per aprire conversazioni, riaccendere ricordi e celebrare ogni giorno la magia che nasce tra le pareti di una classe.Età di lettura dai 5 anniFrancesco VilianiLaureato in Scienze della formazione, è maestro di scuola primaria. Da sempre appassionato di letteratura per l’infanzia, dopo aver frequentato la Scuola di Teatro di Calenzano, si è specializzato in letture sceniche per bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nel 2024 ha pubblicato con Lapis Ci sono maestre, ci sono maestri, un titolo amatissimo da insegnanti, genitori, alunni.Francesca Dafne VignagaPittrice e grande amante della natura, svolge la sua attività artistica in diversi ambiti, con una particolare attenzione ai progetti di carattere sociale. Ha illustrato libri per bambini in Italia e all'estero, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui il terzo premio della Sharjah International Book Fair nell’aprile 2014.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 25min

Antonio Veneziani "Il tempio dell'anima"

Antonio Veneziani"Il tempio dell'anima"Il Simbolo EdizioniPubblichiamo la recensione di Giorgio Ghiotti, pubblicata su VallecchiPoesia.https://vallecchipoesia.it/content/antonio-veneziani-il-tempio-dellanima-il-simbolo-2025E' una nostizia da festeggiare ogni volta che esce un nuovo libro di un vero poeta, specialmente quando, come nel caso di Antonio Veneziani, sono passati anni dal suo ultimo lavoro. L'autore del memorabile esordio Brown Sugar del '79 ha affidato alle lodevoli edizioni Il Simbolo di Maurizio Gregorini il suo ritorno in volume con Il tempio dell'anima. Ritorno importante, atteso, per chi nel tempo ha seguito di Veneziani il percorso, fatto di fedeltà alla sua ispirazione, di coerenza e – tratto sempre più raro oggi – di assoluta libertà, difesa e pretesa anche a scapito di facili posizionamenti. Se nelle raccolte precedenti il poeta ci aveva abituati a scene di sollecito amore, di notturni incontri e esperienze del corpo, sempre restituendo nei suoi versi una città fantasmatica e miserabile non estranea a ingenti dosi di tenerezza e commozione, ne Il tempio dell'anima qualcosa è mutato. Verrebbe da dire che, smessi in parte i panni del flaneur urbano dedito alla perlustrazione di lungoteveri e interni domestici carichi di segreti (splendido esempio ne sono due raccolte precedenti: Tatuaggio profondo e Canzonette stradaiole), Antonio Veneziani recupera qui un paesaggio interiore mai pacificato – impossibile per chi, come lui, vive il mondo in percentuali altissime: “sono fuori posto, fuori luogo. / È pericoloso vivere” –, ma certamente accolto e compreso in un ragionare che non è mai stato tanto cristallino, serenamente inquieto, quasi direi metafisico. Veneziani non ha paura di parlare dalla vecchiaia, come chi ancora si indigna e s'innamora, magari di un gattino “sgarrupato” salvato dalla tempesta (“Troverò una tasca, / la inventerò se occorre”), ma forse per la prima volta si intrattiene a pensare anche ai cieli, a una divinità che, pur nella non consona e addomesticata forma delle religioni, sappia farsi – come scritto con ottima intuizione da Gregorini nella nota introduttiva – culla di un infinito cui la parola e quella poetica ancor di più anela. Poesie di grande temperatura emotiva si susseguono lungo le pagine, così che ogni testo, ricomposto all'interno del disegno d'insieme, vada a comporre una tessitura di irresistibile fascino, in grado di restituire non soltanto la storia di una poesia (e quella di Veneziani è una tra le migliori che abbiamo, suo merito e nostra fortuna), ma la storia di un'anima. Anima, ben inteso, che sa farsi biografia, anima mai slegata dalla materia reale della vita. Un'anima, quella di Veneziani, celeste e terrestre insieme. C'è una sapienza in questa raccolta che non appartiene a saggi e antichi dei; è la sapienza dei balocchi, degli autodidatti della vita, dei poeti. Antonio Veneziani non rivela dall'alto per meravigliare i lettori, ma prova meraviglia nel rivelarsi. Non consiglia, non indica, si tiene ben lontano da una poesia di precetto, perché si sente lui per primo in continuo rodaggio (e qui penso a Caproni che s'ammoniva: “resta ancora tutto da dimostrare”). Così le tre sezioni centrali dell'opera (Barbaglio di amor senile, Frammenti di diario e La storia si ripete) possono leggersi davvero come un consuntivo appassionato senza mai alcuna sbavatura di un'intera vita: Grazie della premura, grazie dei consigli.Ma voi, voi non siete nel vortice chemi attraversa, né dentro i tagliche mi procuro per tangere il sanguedel mio declino. Credetemi è raccapricciante,e c'è di più, scrivo preghiere nelle pietree poi, nell'opacità della notte, le buttonel fiume.  O ancora: La mia vitaè presto raccontata:anni vissuti a zonzo, droghe smodate,labbra troppo altere per divine invocazioni.Perso in meandri etilicivolevo assoggettare il cielo.Imbecille cancellavo calendariper depistare la morte. Orariottoso scanso i vecchi selciati.  Merito di questo lavoro editoriale, l'aver posto ad apertura e chiusura del libro il recupero di lavori oramai introvabili dell'autore: dalle poesie di A Gerusalemme e Talismani al poemetto Shalom, in cui si fanno i conti, senza che mai tornino appieno e sempre in affanno com'è giusto di un'anima in cammino, con le proprie radici ebraiche. Lo stile di Antonio Veneziani è unico nel panorama contemporaneo, irretisce e libera, apre ferite e le rimargina ma mai del tutto. C'è nella sua poesia, ancora una volta, un senso di insofferenza e di pietas, una postura etica e civile mai di posa, innata nell'occhio che, osservando e registrando il mondo da una posizione liminare, riattiva e colma un ripostiglio segreto che è in ciascuno di noi, facendoci ricordare la nostra riposta e forse dimenticata riserva di umanità. Di questo noi suoi affezionati lettori gli saremo grati a lungo. Mi si permetta di spendere ancora qualche riga per rimarcare il lavoro dell'editore Il Simbolo, che a poco più di un anno dalla sua nascita tanto sta facendo nella cura attenta e rigorosa delle sue uscite, tra le quali spicca un prezioso e imprescindibile volume delle poesie di Elsa De Giorgi (L'eternità nel gelo dell'alba). Una casa editrice che intenda primariamente il lavoro editoriale come lavoro culturale non è poca cosa, oggi. Nel cuore di Roma, là dove un'altra benemerita casa editrice, Empirìa, è andata dagli anni Ottanta promuovendo una vera cultura poetica (e tanto questa nuova esperienza ricorda, per valore, quella di via Baccina), Il Simbolo è una piccola roccaforte di bellezza, a partire dall'eleganza delle copertine, e di coraggio.   Antonio Veneziani, Maria Concetta Borgese"Piedi nudi e parole crude"Edizioni MedartLa parola è quella di Antonio Veneziani, poeta vibrante capace di trasformare in poesia ogni pensiero, ogni piccola azione, meditazione, ricordo.Parte dalla parola, ma si trasforma in danza e in musica e in un significato che amplia il respiro della poesia e diventa un’unica zolla; una terra splendente e feconda.“Ballerina, sii gentile, svelaci i segreti del ruscello;mostra, insieme all’erba alta, i muscoli della brezza.Vorrei andarmene ma mani di seta mi trattengono.Ero ladro e assassino, un tempo, ora son sasso.”Dialoga con la danzatrice, il poeta. Dialoga sapendo di trovare risposte. Anche lontane e indecifrabili, ma tènere e capaci di tenere a bada l’inquietudine.Scritte per Maria Concetta Borgese, che le coreografa e le interpreta, queste poesie aiutano il percorso di noi umani. Lo aiutano mostrandoci fili di invisibile, fiducia e generosità dimenticate.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 11, 2025 • 27min

Raffaele Mantegazza "O capitano! Mio capitano!"

Raffaele Mantegazza"O Capitano! Mio capitano!"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloVenerdì 19 settembre 2025, ore 15:00Raffaele MantegazzaO capitano! Mio capitano!Il congedo tra insegnanti e allieviNella formazione, che importanza riveste il congedo dei docenti dagli allievi?Questa lezione riflette sul momento della separazione come passaggio educativo decisivo, analizzando i tre possibili rapporti didattici — imposizione, ribellione e collaborazione — per comprendere come ciascuno influenzi la trasmissione del sapere e la crescita personale degli studenti.Raffaele Mantegazza insegna Scienze pedagogiche presso l’Università di Milano-Bicocca e presso l’Istituto Universitario Salesiano Torino-Rebaudengo. Collabora con numerose scuole all’organizzazione di corsi di aggiornamento per insegnanti e incontri di formazione per un pubblico ampio: insegnanti, studenti, genitori, personale sanitario, educatori. Le sue ricerche sono caratterizzate da una forte interdisciplinarità, si occupano di relazione educativa e di didattica, di crescita e fragilità adolescenziale nell’era digitale, di pedagogia interculturale, della memoria e del lutto e anche di spiritualità, sogno, sport come contesti formativi. I suoi studi spaziano dalla pedagogia della Shoah alla mistica giudaico-cristiana, con esperienze di ricerca interculturale in paesi come Senegal, Kosovo, Giappone e Israele. Tra i suoi libri: La scuola dopo il coronavirus (Roma 2020); Sopravvivere alla DAD. Scuola a distanza: vademecum per docenti e studenti (Roma 2020); Imparare a resistere. Per una pedagogia della resistenza (Milano 2021); Il sogno e la pedagogia. In ascolto, la notte (Roma 2023); Elogio dell’Italia. Meticcia, aperta, inclusiva, plurale, anarchica, ironica e tanto altro (Roma 2024); Arrivederci ragazzi. L’educatore e il congedo: fine della relazione e gestione del lutto (Roma 2024); Con la maglia numero sette. Le potenzialità educative dello sport nell’adolescenza. Nuova ed. (Milano 2025, 1a ed. 1999).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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