La Turchia è spesso raccontata come un attore ambiguo, a metà tra Nato e e altri mondi, altre alleanze. Ma è proprio questa ambiguità che le consente di mediare dove altri non riescono. Dall’Ucraina all’Iran, Ankara ha costruito negli anni una vera strategia diplomatica fondata su relazioni, reti e flessibilità. Il problema? L’Europa continua a leggerla con categorie sbagliate? Ne parliamo con Riccardo Gasco, ricercatore dell’Università di Bologna e coordinatore per la politica estera all’IstanPol Institute.