Le presunte “convergenze parallele” tra il clan senese e la maggioranza. In questi giorni avete sentito parlare del clan Senese: nel caso Delmastro perché Caroccia è uomo dei Senese; ritorna nell’inchiesta su Franco Meloni, il padre della nostra premier, perché era un narcotrafficante al soldo del boss Michele; e leggiamo questo cognome anche nell’ambito del selfie del 2019 tra Gioacchino Amico, referente del clan senese in Lombardia, e Giorgia Meloni. Amico era un boss, ora si è pentito e sta collaborando con la giustizia nell’inchiesta Hydra. Lui aveva la tessera di Fratelli d’Italia, voleva diventare sindaco di Busto Garolfo (nell’hinterland milanese) e aveva un pass per entrare quando voleva in parlamento, pur essendo condannato per reati gravissimi. Il neo collaboratore di giustizia ha detto di aver incontrato anche la sottosegretaria all’Istruzione Frassinetti (che non sapeva chi fosse) e il capo delegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo Fidanza che ha ammesso che Amico ha preso parte alla sua ultima campagna elettorale e che non aveva contezza della sua doppia vita. Ma per capire davvero queste notizie bisogna fare un passo indietro. Chi è Michele Senese? Michele Senese, detto ’o pazzo, è uno dei nomi più rilevanti della criminalità organizzata a Roma negli ultimi 40 anni. Nasce ad Afragola e cresce all’interno della camorra, nel sistema della Nuova Famiglia, impegnata nella guerra contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.
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