Con la crisi dovuta alla pandemia cresce la percentuale di italiani disposti a trasferirsi oltreconfine per lavorare, ma anche di quelli che vorrebbero lavorare da remoto per aziende straniere. E arriva la flessibilità per “time zone”: non serve lavorare in un posto specifico, ma basta essere in un determinato fuso orario. Intanto, la crisi occupazionale morde: secondo l'Istat dall'inizio della pandemia in Italia si sono persi 945mila posti di lavoro.
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